(di Alessandro Andrelli) È trascorsa una settimana da quando la collega Giulia Abbruzzese pubblicava sul quotidiano cartaceo “Ciociaria Oggi” un articolo in cui analizzava la situazione politica sorana nel contesto delle prossime elezioni provinciali con attenzione e dovizia di dettagli.
Un quadro preciso, puntuale e lungimirante che descriveva nel dettaglio la situazione presente e futura della città. L’articolo si concludeva con “Aridatece Tersigni”, frase sempre più spesso ripetuta per strada e nei bar (anche da chi Ernesto Tersigni non l’ha votato), dove aumenta la delusione per questa nuova amministrazione. Uno scenario politico complessivamente preoccupante, che oggi, dopo una settimana, preoccupa ancora di più. Le supposizioni e le ipotesi, infatti, sono diventate realtà con la presentazione delle liste delle prossime elezioni provinciali. Sora appare frantumata con una “piattaforma civica” (in compagna elettorale era di programmazione e strategia politica) spacchettata in così tante piccole parti da non apparire più neanche come una pedana (meno male che è rimasta almeno quella del panino con la porchetta!!!). Solo tante “tavolette” separate tra loro, senza alcun elemento di congiunzione. Da una parte Alessandro Mosticone, in rappresentanza di Forza Italia e del cassinate Mario Abruzzese, che giustamente ha mal digerito il voltafaccia di De Donatis e il non rispetto degli accordi elettorali. Dall’altra Lino Caschera, “il prescelto” dal neo sindaco per le file di Gianfranco Schietroma, “il voltagabbana” che, senza “faccia” e “coerenza” politica, passa da Di Stefano a Forza Italia, simpatizza per il PD e si candida con i socialisti. Attraverso questo rocambolesco percorso, non si è preoccupato di “tradire” Enzo, Ernesto, Vittorio e Mario, “pugnalando alle spalle” Massimiliano e Natalino. A fronte dei due schieramenti Mosticone-Caschera, tanti i consiglieri che, non rivedendosi nella scelta, potrebbero giustamente prendere una strada politica diversa. Tra questi Antonio Farina già dissociato per le scelte non condivise del personale, Massimiliano Bruni e Augusto Vinciguerra, che poco hanno a che fare con questo “minestrone”, e Natalino Coletta, perennemente silurato (per assessorato, per delega e per candidatura alle provinciali) dal sindaco De Donatis. Insomma un insieme di “tavolette” che neanche ricordano la tanto decantata “piattaforma civica” dell’innovazione e del buon governo della campagna elettorale. Allo sfascio politico comunale già acclarato e sotto gli occhi di tutti, si delinea quello provinciale. Completa il tutto la consapevolezza che nella migliore delle ipotesi Sora sarà rappresentata da personaggi di dubbia “preparazione”, “conoscenza” e “capacità” politica amministrativa. Sempre se sarà rappresentata. Consiglieri che, di certo, non rispecchiano la città, che si è sempre contraddistinta per un buon livello culturale, imprenditorialità lavorativa e capacità di guadagno. Dalle preoccupanti macerie di un contesto a dir poco sconvolgente, si erge il Sindaco De Donatis che, così come già sperimentato con la squadra di Governo, predilige “le insalate” politiche, per mantenere un piede dentro a due, tre ed anche quattro scarpe ed assicurarsi, così, un proprio ritorno politico personale, totalmente incurante dei bisogni impellenti e delle necessità non più trascurabili della città. E mentre De Donatis guarderebbe solo alla scalata politica ed a cariche sempre più grandi, senza curarsi di niente e di nessuno, SORA, DILANIATA ED IN GINOCCHIO, CONTINUA TERRIBILMENTE A SOFFRIRE! E intanto, Buon Natale… Alessandro Andrelli
