Mercoledì prossimo la presentazione del libro di Eugenia Salvadori sull’antica “icona” lignea conservata gelosamente nella Concattedrale di Santa Maria Maggiore
Non tutti sanno che nella Concattedrale di Alatri è custodita una statua di fattezze bizantine della Madonna, detta appunto di Costantinopoli, che conserva un alone di mistero. Il tempo cristallizza quel confine sottile tra un nome scolpito sulle pagine dell’arte e i milioni destinati ad essere dimenticati. Quello dello scultore che realizzò la Madonna di Costantinopoli di Alatri non è noto e, con tutta probabilità, non lo conosceremo mai ma grazie al libro di Eugenia Salvadori – che sarà presentato mercoledì 21 dicembre alle 18:45 presso la chiesa di Santa Maria Maggiore di Alatri – sulla storia della scultura ne sapremo molto di più. “Spero che il mio studio – ha commentato l’autrice – contribuisca a rivalutare questo straordinario e unico capolavoro, costituendo il punto di partenza per nuove ricerche. La Madonna di Costantinopoli – ha proseguito – ricopre in Alatri un ruolo di centrale importanza all’interno delle controversie teologiche e storiche della prima metà del Duecento, in connessione anche con l’apparizione del miracolo eucaristico dell’Ostia Incarnata.” La ricerca, primo studio monografico approfondito sull’opera, cerca infatti di connettere i messaggi contenuti nella scultura agli avvenimenti del tempo; alle lotte della Chiesa contro le eresie e alla rivalutazione della figura della Vergine. “Spero che questo libro – ha concluso Salvadori – contribuirà ad aggiungere alle bellezze della città un nuovo capolavoro, motivo di interesse storico-artistico”. Il volume, promosso dall’Associazione Gottifredo di Alatri e pubblicato da Tofani Editore con il contributo della Banca Popolare del Frusinate e del Consorzio Parsifal, consta di 144 pagine arricchite da numerose fotografie – di cui molte inedite – impreziosite da una grafica particolarmente curata realizzata dallo studio Sectio Aurea. A.T.
