Oggi, in occasione dell’Immacolata Concezione, è stata riaperta al pubblico la “Piccola Culla del Bambino Gesù” a Gallinaro dopo quasi 5 anni dalla chiusura. L’affluenza è stata decisamente meno di quella nei sit in del sabato mattina. Si contavano circa 40 pullman fino al primo pomeriggio, mentre nel centro di Gallinaro c’erano solo due ambulanti.
“Non appoggiamo la causa portata avanti da Samuele Morcia – spiega un commerciante di Gallinaro – e per questo motivo abbiamo deciso di fare il mercato in altre zone. Questa Chiesa universale tanto universale non lo è proprio. Quello che resta un punto fermo invece, è la dignità di noi commercianti ed esercenti che abbiamo perso clienti del posto durante le varie manifestazioni. L’intero paese è coeso: contro l’attivismo della Nuova Gerusalemme e a sostegno del sindaco Mario Piselli che, attraverso una forma di delicatezza unita alla fermezza, è riuscito a far aprire gli occhi a tanti cittadini. Persino dall’estero sono giunti i sostegni con gli auguri di buon Natale”.
Dunque, quando si tratta di pregare davvero, certi fedeli non sono capaci. La cara Giuseppina, con la sua onesta semplicità aveva lanciato un messaggio accolto da tanti e lo stesso oggi si sta perdendo. “Quella di oggi è stata una prova di forza che si è poi rivelata debolezza da parte dei nostri ospiti – sottolinea il sindaco Mario Piselli -. Da parte dell’intera amministrazione comunale c’è stata la massima collaborazione e il rispetto, anche a livello logistico. Infatti, nonostante abbiano comunicato ufficialmente la riapertura della Piccola Culla del Bambino Gesù soltanto due giorni prima, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo lavorato per regalare la migliore accoglienza. Sono stati riaperti i bagni pubblici in via Colle Maggio e installati ben 5 bagni chimici, dei quali uno per disabili. Siamo completamente disponibili con La Nuova Gerusalemme e stiamo porgendo una mano. L’unica situazione ostile rimane la sanatoria sulla rete fognaria della struttura di cui si discute da tempo. Ovviamente siamo favorevoli ad un sano turismo religioso, a patto che le due parti coinvolte sappiano lavorare in sintonia”.
Caterina Paglia
