Alatri – Tarquini lancia l’allarme sui conti del Comune

Andrea Tagliaferri
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In vista del Consiglio Comunale di domani, 30 novembre, il consigliere di minoranza chiede spiegazioni su disavanzo che pare inarrestabile.

Capire il bilancio di un Comune non è semplice, persino meno semplice di quello di una società privata che pure ha tanti modi “legali” di mascherare la veridicità dei suoi conti”. Così esordisce una nota di Tarcisio Tarquini, rappresentante del movimento Alatri in Comune e degli altri due schieramenti civici apparentati. “ E non è semplice soprattutto quando il documento predisposto dall’ente manca di prospetti informativi che lo rendano chiaro a ogni cittadino che intenda conoscere lo stato di salute economica e finanziaria dell’amministrazione della sua città. Dovrebbe essere questo – rendere comprensibile il poco comprensibile – il compito degli specialisti della comunicazione che lavorano nello staff del sindaco, ma questi come si sa si dedicano a faccende meno gravose. Eppure– prosegue Tarquini-  quando si legge che il disavanzo – e cioè il debito – maturato solo nel 2015 è pari a 1.561.441,62 euro e che il disavanzo totale arriva a 11.426.978,11 euro, credo che ci sia poco da capire: semmai, c’è da domandarsi il perché, di chi siano le responsabilità e quali effetti questo avrà su una gestione che già adesso, e da qualche anno, è letteralmente paralizzata. Questo disavanzo dovrà essere colmato con un piano di rientro pluriennale che distoglierà altri finanziamenti per le attività comunali, per i servizi ai cittadini, per le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria di cui Alatri ha una necessità estrema. Dall’amministrazione continuano ad arrivare dichiarazioni e analisi rassicuranti, contraddette dalle cifre e dalle facili previsioni che su di esse possono essere sviluppate. La colpa – si dice – è della riduzione dei trasferimenti dello Stato, è della difficoltà nella gestione dei residui (aumentano i crediti di “dubbia esigibilità”, quelli cioè che, detto in parole povere, non saranno mai riscossi), nella pessima capacità di riscuotere tributi, nelle nuove regole dell’armonizzazione contabile ed altro. Tutto giusto, ma non si dice da cosa e da chi tutto questo dipenda davvero, omettendo inoltre di aggiungere che molte delle cifre scritte nel bilancio, sono potenzialmente “poco esigibili” e che per garantire la liquidità si ricorre a deroghe discutibili, se ripetute e protratte, come accade, nel tempo”.

La nota si chiude con la preoccupazione e le prospettive di intervento in Consiglio: “Sono preoccupato come consigliere comunale, ancora di più come cittadino. Domani, al Consiglio comunale chiamato ad approvare la variazione del bilancio e del documento di programmazione, chiederò approfondimenti, notizie più certe, indicazioni più precise su come il rientro da questa grave situazione debitoria possa essere effettuato senza “ammazzare” la città e i suoi cittadini. Vorrei che mi si rispondesse con pacata serietà e non con alzate di spalle”.

     
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