(di Anna Ammanniti) Al contrario di quanto sostengono molti, perdere un plesso scolastico, per chi lo dirige, per tutte le persone che vi lavorano, per i genitori che hanno scelto e per gli alunni, il dimensionamento scolastico, che penalizza oltre ogni logica il Secondo Comprensivo, non è una lotta tra Istituti.
Non bisogna mai buttare in “caciara” un discorso così delicato che vede in primis dei bambini che vengono assai penalizzati, privati di un’offerta formativa, che lede fortemente al diritto allo studio. Non è corretto buttare in baldoria il fatto che tanti docenti e personale scolastico perderanno il posto di lavoro. Non è una lotta tra due Istituti, è il voler capire una scelta scriteriata effettuata dall’amministrazione comunale che va a discapito di sei classi di scuola media, favorendo invece l’acquisizione delle sei classi a un Comprensivo che non ha lavorato per farlo crescere e migliorarlo, ma che spunta dal nulla appropriandosi del lavoro altrui. Il dimensionamento comunale è qualcosa che farà morire la scuola media dell’Osteria della Fontana, un dimensionamento che non aveva ragione di essere neanche pensato, in quanto i due Comprensivi hanno praticamente lo stesso numero di alunni. Dopo di che non ci sarà più alcun equilibrio e allora ci sarà un nuovo dimensionamento? Questo il senso del sit – in che si è svolto ieri. Un affollato Portico Comunale con tutti i genitori dei plessi che fanno parte del Secondo Comprensivo in protesta con i docenti. Tutto il Comprensivo si è sentito coinvolto in una causa giusta. Nella speranza che qualcuno ascolti le loro richieste, un plesso, quello dell’Osteria della Fontana da sempre poco considerato. Anna Ammanniti
