Ampliare la rete dei servizi anti-violenza in tutto il Lazio, promuovere misure di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne, sostenere gli orfani delle vittime di femminicidio. Questi gli obiettivi della Giunta Zingaretti che per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne lancia il bando per l’istituzione e la gestione nel Lazio di nuovi centri antiviolenza e di nuove case rifugio per il sostegno e supporto a donne, sole o con figli minori, vittime di violenza e il bando per dare un sostegno economico alle figlie e ai figli minori delle donne vittime di femminicidio. Infine, un ulteriore bando è già operativo dal 4 novembre per promuovere la cultura del rispetto e dell’uguaglianza di genere.
Nel dettaglio, l’Amministrazione Zingaretti ha investito in queste misure circa 2,5 milioni di euro come segue: • € 1.039.000 andrà a bando per l’istituzione di 8 centri antiviolenza (3 a Roma Capitale, 2 nell’area metropolitana di Roma e uno nelle province di Latina, Rieti e Viterbo) e di 3 case rifugio (una a Rieti, una a Viterbo e una a Frosinone). L’iniziativa permetterà l’allargamento della rete dei servizi antiviolenza finanziati dalla Regione Lazio a tutte le province (oggi mancano all’appello Rieti e Viterbo): complessivamente le strutture passeranno da 14 a 25. La Regione assegnerà 170mila euro per ogni nuova casa rifugio e 66mila euro per ogni nuovo centro antiviolenza. Il bando è riservato agli enti locali obbligatoriamente in partnership con le associazioni e organizzazioni che operano nell’ambito del contrasto alla violenza. Le domande dovranno pervenire alla Regione Lazio entro il 15 febbraio 2017; • € 275mila andranno alla Città metropolitana a copertura dell’importo assegnato con DGR 830/2014 per il sostegno dei centri già esistenti; • € 132mila saranno finalizzati alla formazione delle figure professionali che si occupano di violenza di genere. · € 400mila per dare un sostegno economico “una tantum” di 10mila euro alle figlie e ai figli minori delle donne vittime di femminicidio. Il Bando è stato pubblicato oggi. · € 600mila per finanziare iniziative di promozione dell’uguaglianza di genere nelle scuole di ogni ordine e grado MISURE PER PROMUOVERE CULTURA uguaglianza di genere Bando da 600 mila euro pubblicato il 4 novembre 2016 per finanziare iniziative di promozione dell’uguaglianza di genere nelle scuole di ogni ordine e grado; rafforzare la rete di accoglienza tra le associazioni e gli organismi pubblici e privati che operano nell’ambito del contrasto alla violenza sulle donne; realizzare percorsi sperimentali rivolti a uomini con difficoltà nel gestire le relazioni affettive. RETE ANTI-TRATTA La Regione Lazio è inoltre ente capofila nella Rete anti-tratta Lazio, un progetto da 1,3 milioni di euro per l’emersione, l’assistenza e l’integrazione sociale delle persone vittime di tratta che coinvolge come enti attuatori 12 associazioni impegnate sul territorio: Ain Karim, Arci, Be Free, Casa dei Diritti Sociali Focus, Cooperativa Roma Solidarietà, Differenza Donna, Il Cammino, Il Fiore del Deserto, Karibu, Magliana ’80, Ora d’aria e Parsec. L’iniziativa è stata finanziata dal Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il lavoro durerà 18 mesi e procederà in tre fasi: l’attivazione di una rete territoriale di ascolto e consulenza (unità di contatto, sportelli, promozione del numero verde antitratta 800 290 290); la presa in carico e la prima assistenza alle persone, attraverso l’accoglienza in strutture residenziali e un periodo di formazione e di orientamento al lavoro; i progetti di inclusione sociale, lavorativa e abitativa, con l’obiettivo di restituire autonomia alle persone. E’ rivolto a donne, ragazzi e bambini vittime di tratta; operatori sociali e di pubblica sicurezza da formare e sensibilizzare al problema. Il progetto è partito lo scorso 1° settembre e si concluderà il 28 febbraio 2018. FORMAZIONE E AUTONOMIA Partirà entro la fine del 2016 un bando pubblico da 1 milione di euro per l’avvio di 100 progetti di formazione e di sostegno all’autonomia per altrettante donne vittime di violenza. I progetti avranno la durata di un anno e avranno come obiettivo quello di rendere autonome le donne dal punto di vista economico, lavorativo e abitativo, in modo che possano allontanarsi definitivamente dal contesto familiare nel quale hanno subito violenza e voltare pagina.
