Ha continuato a commettere dei reati anche dopo la scarcerazione e nonostante fosse ancora indagato. Un ex sacrestano è nuovamente finito nella rete della Guardia di Finanza del gruppo di Cassino nell’ambito della maxi operazione ‘Criminal drink’ messa a segno dalle fiamme gialle e dalla Procura di Agrigento lo scorso mese di luglio. Sette le persone indagate e residenti tra Cassino, Aquino, Sant’Andrea, Sant’Ambrogio sul Garigliano e Boville Ernica. Cinque in stato di fermo in carcere e due denunciati.

Tutti unitamente ad altri presunti complici residenti in diverse regioni italiane, devono rispondere di
associazione a delinquere finalizzata alla vendita illegale di alcolici ed all’evasione fiscale di Iva, Accise e Imposte Dirette. Con l’aiuto di operatori informatici i vertici dell’organizzazione riuscivano a far arrivare in Italia ingenti quantitativi di alcol di contrabbando. Prodotti anche di gran pregio che venivano poi rivenduti al mercato nero e che consentiva ai titolari di attività compiacenti di non pagare le tasse previste. Per giustificare la presenza di alcol nei loro locali emettevano fatture false. Questo ovviamente con l’aiuto di un
commercialista che aveva il compito di interfacciarsi con l’Agenzia delle Dogane e che era ritenuto un insospettabile. Il professionista, unitamente a tanti altri componenti dell’organizzazione agevolava l’ingresso dell’alcol di contrabbando in Italia attraverso società a cui era stata affidata la gestione dei
depositi fiscali ‘fittizi’. Ogni componente dell’organizzazione era considerato irreprensibile: tra gli indagati persino un sacrestano e il portiere di un noto albergo in provincia di Frosinone. Questo loro essere al di sopra di ogni sospetto consentiva ai vertici del gruppo di trasformarli in intestatari fittizi di licenze e depositi anche con sedi in Polonia, Olanda, Francis, Inghilterra e Belgio. I cassinati coinvolti nella maxi indagine a firma dei tre magistrati della Procura di Agrigento Renato Di Natale, Ignazio Fonzo e Andrea Maggioni, vivono oltre che a Cassino e nella Valle dei Santi oltre che ad Aquino. Tra questi anche due donne e un giovanissimo studente universitario. A metà luglio gli indagati furono scarcerati ma l’
ex sacrestano avrebbe continuato a delinquere senza sapere di essere tenuto sotto controllo dai Finanzieri del colonnello Luigi Carbone, comandante provinciale di Frosinone e del tenente colonnello Massimiliano Fortino, comandante del Gruppo di Cassino. Domani mattina alle 11 il Gip del tribunale Lanna dovrà decidere se convalidare o meno lo stato di fermo ai domiciliari del sacrestano assistito dall’avvocato Roberto Catanzariti.
Angela Nicoletti