L’Amministrazione Comunale di San Giovanni Incarico, presieduta dal Sindaco Dottor Antonio Salvati ha deliberato, nel Consiglio dell’8 novembre, di richiedere al Governo italiano ed all’Amministratore Delegato di Poste Italiane di porre in essere ogni utile azione ed intervento atti a garantire il permanere, nel preminente interesse pubblico, della funzione sociale dei Servizi postali, elemento imprescindibile di garanzia e di sviluppo del sistema paese e di tutela delle fasce più deboli della popolazione italiana.
“Dopo un incontro con i sindacati, ed in particolare con il Segretario Generale di Frosinone della CISL SLP di Poste Italiane, Dott. Mario Fiscariello” spiega Salvati “ed un secondo incontro voluto dal Sindaco di Falvaterra, Dott. Antonio Lancia, presso la sede comunale, si è considerato che un’ulteriore privatizzazione di Poste Italiane possa concretamente snaturare la funzione sociale, gli assetti strategici ed i primati produttivi della suddetta Azienda, in quanto la funzione sociale costituisce un elemento imprescindibile di garanzia e di sviluppo all’interno del sistema paese e delle relazioni che intercorrono tra Azienda, Istituzioni, Sistema produttivo e Cittadini. “La volontà del Governo italiano e dell’Amministratore Delegato di Poste Italiane di collocare in Borsa un ulteriore 30 % di Poste Italiane, di attuare il Progetto di recapito della corrispondenza a giorni alterni, su tutto il territorio nazionale, ad eccezione di Roma, Napoli e Milano, e di procedere, di conseguenza, alla chiusura degli Uffici postali ubicati nei piccoli Comuni determinerebbe, nella sola provincia di Frosinone, una riduzione di personale superiore alle 100 unità, che andrebbe ad aggravare ulteriormente una situazione già non sostenibile, sia in termini di risorse umane, che di fornitura dei relativi servizi. “Un ulteriore processo di privatizzazione di Poste Italiane”, prosegue Salvati, sostenuto dall’intera maggioranza governativa di San Giovanni Incarico “muterebbe gli assetti di Poste, marginalizzando il controllo pubblico della stessa, con il rischio di un annullamento o limitazione della suddetta ed imprescindibile funzione sociale del Servizio postale. Riteniamo, al contrario, opportuno che, data anche la funzione sociale dei servizi postali, sia importante continuare ad incrementare tali servizi, pur tenendo conto dei processi decisionali del mercato, evitando il depauperamento di una delle più grandi Aziende italiane, produttrice di ricchezza e di posti di lavoro, ed a garantire il cosiddetto Servizio universale, sull’intero territorio nazionale, sia con la consegna della corrispondenza che con la presenza degli Uffici postali, tutelando anche, in questo modo, le fasce più deboli ed esposte della popolazione italiana. Esprimiamo, pertanto, il nostro dissenso nei confronti di un ulteriore processo di privatizzazione di Poste Italiane e chiediamo al Governo ed all’Amministratore Delegato di Poste Italiane di porre in essere ogni utile azione ed intervento atti a garantire il permanere, nel preminente interesse pubblico, del Servizio universale, sull’intero territorio nazionale, sia con la consegna della corrispondenza, che con la presenza degli uffici postali anche nei piccoli Comuni“.
