Ieri mattina il sindaco Fausto Bassetta ha partecipato alla Conferenza dei Servizi svolta nella sede della Regione Lazio. La Conferenza dei Servizi è stata convocata per l’autorizzazione per l’impianto di termovalorizzazione e recupero energetico da Crd che si trova in territorio del comune di Anagni (via Anticolana) ed è di proprietà della società Marangoni.
Ricordiamo brevemente quando è nato l’inceneritore della Marangoni. Era nel 2003 quando iniziò a bruciare gli scarti della produzione dello stabilimento. L’impianto fu aperto con un’autorizzazione della Regione Lazio, ma già allora ci furono i primi “malumori” per il fatto che ci volesse un’autorizzazione più consistente per poter far funzionare l’inceneritore. Comunque l’impianto funzionava relativamente alla fabbrica, perché inceneriva gli scarti della produzione interna, ossia le gomme da scarto. Con il passare degli anni fu bruciata una quantità sempre maggiore, con i regolari permessi. Ad un certo punto sono cambiate le leggi europee e nel 2014 l’impianto smise di bruciare. Di seguito i motivi per cui il sindaco Bassetta ha detto no al riavvio dell’inceneritore. Come anticipato il sindaco Bassetta ha espresso il parere negativo del Comune di Anagni al rinnovo dell’autorizzazione dell’impianto, depositando alla Conferenza dei Servizi le motivazioni legate soprattutto, alla compromessa situazione ambientale del territorio. E’ stato evidenziato dal sindaco che il sito Marangoni è compreso all’interno della perimetrazione del Sin (sito di interesse nazionale) “Bacino del Fiume Sacco” che è in attesa di bonifica. L’inceneritore avrebbe un impatto assai negativo sulla qualità dell’aria e sulla contaminazione del suolo, ricordando l’incidente avvenuto nel 2009 del termocombustore a seguito del quale è stato necessario emettere ordinanze relative a divieto di consumo e commercializzazione, nell’area limitrofa all’impianto, di prodotti alimentari. A tutto ciò va ad aggiungersi il dato preoccupante fornito da una recentissima indagine della Procura della Repubblica di Frosinone sulla qualità dell’aria che coinvolge in pieno il territorio anagnino Queste le principali osservazioni in base alle quali il Comune di Anagni ha espresso parere negativo sul rinnovo dell’autorizzazione all’impianto, oltre ad ulteriori controdeduzioni prettamente tecniche. Il sindaco Bassetta, però, ha voluto rimarcare con forza anche un aspetto “morale” della vicenda, ricordando che la società ha chiuso lo stabilimento produttivo che occupava circa 500 addetti. “Non è accettabile che ad Anagni la società toglie posti di lavoro, ma vuole lasciare un termocombustore”. Anna Ammanniti
