“Ci sono comprensibili e condivisibili preoccupazioni dei genitori, e direi di tutti i cittadini – scrive Tarciso Tarquini, consigliere comunale di Alatri – sulle condizioni dei nostri edifici scolastici, alcuni dei quali (soprattutto nel centro storico) mostrano lesioni che i sommovimenti di queste settimane sembrano aver reso più marcate”.
“Il condizionale è d’obbligo, quando si trattano argomenti così delicati, ma proprio per questo è altrettanto d’obbligo che il comune, dopo aver predisposto tutti i controlli del caso, informi dettagliatamente la cittadinanza di quanto fatto e di quanto riscontrato. Molta inquietudine suscita la situazione strutturale della scuola Giambattista Lisi dove, su richiesta dei genitori e delle autorità scolastiche, è stato effettuato un “chek-up” da parte dei vigili del fuoco con esiti sembrerebbe (anche qui il condizionale è indispensabile) rassicuranti. Ciò non è valso, però, a fugare le preoccupazioni, che, anzi nelle ultime ore, sono andate accrescendosi. È necessario, perciò, che dal comune vengano parole chiare e definitive. Alla nostra interrogazione sullo stato degli edifici scolastici, presentata subito dopo il terremoto del 24 agosto, l’assessora Ritarossi ha risposto citando una serie di delibere, assunte nel corso del tempo, che testimonierebbero l’impegno assicurato dall’ente negli anni passati nel controllo e nella rimozione dei rischi nelle scuole. Ne ho preso volentieri atto e ho chiesto che mi fossero trasmesse queste delibere per poterne verificare direttamente i contenuti volendone dare conto a tutte le persone interessate. Non ho ricevuto ancora nulla. Reitero la richiesta e aggiungo che queste notizie debbono essere rese note a tutti, se si vuole davvero tranquillizzare. Le scuole debbono essere, però – dice ancora Tarquini – il punto di partenza di una ricognizione più ampia sullo stato della sicurezza dell’edilizia pubblica e privata del nostro territorio; è un’iniziativa indispensabile, che richiede un investimento da reperire non solo attraverso canali ordinari di finanziamento, ma a questo punto non più eludibile. Anche su questo abbiamo richiamato l’attenzione in Consiglio comunale. Attendo di analizzare compiutamente i contenuti del piano di protezione civile comunale, nel quale dovrà comparire una mappa delle situazioni di rischio. Da questo si deve partire per programmare una messa in sicurezza di luoghi e cose che coinvolga i privati ma preveda interventi diretti, sostegni e facilitazioni pubbliche. Senza ansie, certo, ma anche senza perdere altro tempo“.
