Consiglio popolare dell’acqua e della democrazia: occupata la sede della Marco Polo proprietà di Acea.
“Un simbolo, quello della Marco Polo – si legge in una nota – che incarna un modello fatto di privatizzazioni e esternalizzazioni che Governo Renzi e multinazionalicome Acea SpA tentano di applicare a tutti i servizi pubblici. Un modello al quale intendiamo contrapporre una strada diversa, fatta di responsabilità collettiva e partecipazione diretta. Una strada che passa per gli spazi liberati nelle nostre città, spesso veri presidi di democrazia reale; che passa per la messa in discussione del debito illegittimo e del patto di stabilità imposto ai comuni, a partire da quello gigantesco di Roma; che passa per la valorizzazione delle competenze dei lavoratori, fuori da logiche di esternalizzazione e precarizzazione. Una strada che passa per la legge 5 della Regione Lazio, voluta da comitati e comuni proprio per rispettare i referendum 2011 e che la Giunta Zingaretti finge di aver dimenticato. Ed è proprio a chi amministra il Comune di Roma, azionista di maggioranza di Acea SpA, che “dedichiamo” la giornata di oggi, perchè è tempo di uscire dal silenzio e passare all’azione sul tema dell’acqua e dei servizi pubblici, a partire dalla piattaforma per la ripubblicizzazione di ACEA. E la dedichiamo anche a chi Roma la vive ogni giorno, affinchè riprenda la capacità di decidere, superando la retorica del “degrado”, a partire dalle prime “consultazioni popolari” che si svolgeranno dal 13 al 20 novembre”.
