FCA nei primi nove mesi continua crescita produttiva. Con i nuovi modelli e la crescita di volumi per Sevel e Pomigliano si supereranno il milione di vetture. In continuo miglioramento l’occupazione nei siti produttivi. I dati della produzione degli stabilimenti finali di FCA al 30 settembre 2016 confermano il positivo andamento del settore e la continua crescita dei volumi e del settore automotive.
E’ una crescita che vedrà gli stabilimenti italiani superare ampiamente il milione di vetture, considerando anche i veicoli commerciali di Sevel. Il dato è particolarmente positivo con il completamento del piano 2014-2018 e i relativi investimenti che i nostri accordi sindacali hanno determinato, stiamo riempiendo gli stabilimenti italiani di produzione destinati anche ad altri mercati. L’effetto è di riduzione della continua riduzione nell’uso di ammortizzatori sociali e una prospettiva di piena occupazione sempre più prossima. La scelta di di cambiare la tipologia di auto prodotte nel nostro paese, elevandone la fascia, si è dimostrata vincente sul piano delle prospettive, dell’occupazione e della redditività. Le auto di fascia medio alta prodotte nel 2012 rappresentavano solo il 20% dei volumi, mentre nel 2015 si è raggiunto il 58%. Nel 2016 la percentuale potrà ulteriormente crescere fino a toccare il 62% (come da grafico allegato). Cassino Con la partenza nel mese di marzo delle produzioni dell’Alfa Romeo Giulia a Cassino, si è materialmente concretizzato lo sviluppo dei modelli Alfa Romeo negli stabilimenti Italiani, che vedrà sviluppare ulteriori sei modelli che affiancheranno la nuova Giulia e il prossimo Crossover confermato per fine anno. Sui volumi iniziano a riscontrarsi i primi effetti positivi. T ra Giulia e Giulietta la produzione al 30 giugno si attestava alle 33.408 unità a fine settembre la produzione complessiva è stata di 51.425. Nello specifico per Cassino si sta prospettando una continua salita produttiva, oggi siamo a circa 212 prodotte al giorno su un turno di lavoro (a giugno erano 160 al giorno), e con il lancio del primo Crossover Alfa Romeo e la conseguente produzione dal mese di gennaio 2017 si andrà ad esaurimento dell’utilizzo del Contratto di Solidarietà che attualmente ha coinvolto mediamente circa 700 persone per 130 giornate. Anche i volumi di Giulietta sono in forte crescita, nei primi nove mesi dell’anno la produzione si è assestata su 37.480 unita, contro una produzione fatta sull’intero anno del 2015 e 2014 rispettivamente di 45.668 e di 39.000. Le prospettive del 2017 per Cassino sono certamente positive, è molto probabile che la crescita di volumi e occupazione consentiranno la piena occupazione degli attuali dipendenti, la possibilità di assorbimento di altri lavoratori ad esempio quelli vicini di Pomigliano e possibili nuove assunzioni nella seconda parte del 2017. Una spinta arriverà sicuramente dalla vendita sul mercato americano della nuova Giulia iniziata in questo quarto trimestre. Il terzo trimestre conferma l’andamento complessivo e la crescita dei volumi e ci porta definitivamente ad archiviare il periodo nero del 2012-2013 in cui oltre il 40% dell’occupazione era inattiva e in cassa integrazione e i volumi delle auto era al disotto delle 400.000 unità di cui l’80% in fascia bassa con bassissima redditività. La situazione ora è completamente diversa, sono meno del 12% i coinvolti in CDS e CIG e dal primo gennaio 2016 sono operativi gli oltre 3.000 nuovi assunti stabilizzati entro il 2015 a tempo indeterminato. La prospettiva di saturazione occupazionale e di ulteriori possibili incrementi occupazionali è molto legata al completamento della produzione dei modelli Alfa Romeo e al suo successo sui mercati, a partire da quello americano. Al riguardo riteniamo che sia importante implementare quanto prima i restanti modelli Alfa Romeo previsti nel piano per cogliere l’obiettivo della piena occupazione entro il 2018 più volta assunta dall’Amministratore Delegato Marchionne. I questi anni abbiamo come FIM-CISL in FCA, siamo riusciti con la nostra determinazione contrattuale e sindacale a superare una situazione pre-fallimentare, portando la produzione automotive del nostro paese ad essere il settore trascinante dell’industria e dell’economia del nostro paese, sconfiggendo l’opposizione e la diffidenza di quelle forze sindacali e politiche condizionate da logiche esclusivamente ideologiche che puntavano al tanto peggio tanto meglio. Questo è il ruolo che un sindacato deve avere sempre difronte alle sfide che ha di fronte se vuole garantire occupazione e prospettive positive ai lavoratori e al nostro paese.
