Omicidio colposo, costruzione, detenzione e porto di armi clandestine. Queste sono le accuse che hanno portato il gup del Tribunale di Frosinone a condannare a tre anni e dieci mesi di reclusione il cacciatore Angelo Dell’Omo.
Dell’Olmo è stato dichiarato colpevole della morte di Luciano Bondatti, 62enne di Ferentino, trovato senza vita in aperta campagna il 10 settembre 2015. Quella mattina Bondatti stava passeggiando in località Pareti Cornelle quando è finito vittima di una trappola per cinghiali. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, Bondatti urtò involontariamente uno spago piazzato a terra che azionò l’ingegno anti-cinghiali e venne colpito da tre pallottole all’altezza dell’inguine che recisero l’arteria femorale. Morì dissanguato nei campi nel tentativo estremo di avvicinarsi alle case per chiedere aiuto. Il suo corpo senza vita fu rinvenuto qualche ora dopo da alcuni agricoltori. Le indagini, fin da subito, condussero a Dell’Omo che, si scoprì, era solito preparare trappole mortali per allontanare gli animali selvatici dalle proprie coltivazioni. Ieri è arrivata la condanna a tre anni e dieci mesi. Angelo Dell’Omo, che ha già trascorso un anno agli arresti domiciliari, sconterà il resto della pena sempre presso il proprio domicilio. Marta Ferrari
