Impiegato di Equitalia condannato a due anni di reclusione per peculato, le vittime preannunciano battaglia per essere risarcite dai danni.
La sentenza di condanna a due anni di reclusione nei confronti un dipendente di Equitalia di 44 anni residente a Roma ma domiciliato a Frosinone, che avrebbe intascato i soldi (circa quarantamila euro) di alcuni clienti invece di depositarli nelle casse della società abilitata al recupero crediti, non ha soddisfatto le vittime che hanno preannunciato tramite i loro legali, di agire nei confronti di Equitalia in quanto ha rappresentato in questo processo il datore di lavoro dell’imputato. Al momento sono cinque (ma il numero sembra destinato a salire) le persone che sarebbero state imbrogliate da quell’impiegato che accaparrandosi la stima e la fiducia delle vittime era riuscito a sottrarre loro i soldi che gli avevano consegnato per pagare delle tasse che erano state evase. La tecnica consisteva nel versare allo sportello la somma richiesta da Equitalia, una volta consegnata la ricevuta di avvenuto pagamento, procedeva ad annullare l’intera operazione <per mancanza di fondi>. L’imbroglio è venuto fuori quando Equitalia è tornata di nuovo alla carica ed ha richiesto ad un imprenditore frusinate di estinguere il debito con una maggiorazione delle spese per il ritardato pagamento. L’uomo, che conservava gelosamente la ricevuta di pagamento, si è rivolto all’avvocato Antonino Nobile. Il legale dopo aver presentato una dettagliata denuncia in Procura ha chiesto l’intervento della Guardia di Finanza per poter proseguire nelle indagini. E sono stati proprio gli uomini delle Fiamme Gialle a scoprire la truffa. (foto generica dal web) Marina Mingarelli
