Camorra, ‘ndrangheta, Sacra Corona Unita ed altre organizzazioni criminali hanno scelto il Frusinate come ‘terra di conquista’. A spiegare ruoli e collegamenti, da Frosinone a Cassino, passando per Sora e Pontecorvo, è il dossier ‘Cosca Nostra’ pubblicato su Il Tempo a firma del collega e profondo conoscitore della materia, Antonio Sbraga.
Una mappatura certosina delle presenze criminali in tutta la regione Lazio e in particolar modo quelle inerenti la Ciociaria ed il Cassinate. Nel paragrafo ‘Gomorra Ciociara‘ si riportano i dati emersi dall’ultima relazione della Direzione Investigativa Antimafia che spiega come ‘gli insediamenti più significativi si registrano nell’area del Cassinate dove il clan dei Casalesi è fortemente radicato’. Nel circondario di Frosinone, invece, secondo il procuratore Giuseppe De Falco, sono presenti ‘numerose consorterie criminali ex nomadi da tempo stanziali, si tratta dei gruppi Di Silvio e Spada attivi nel traffico e nello spaccio di droga e nell’usura. Strozzinaggio che prospera nell’omertà totale e le poche vittime che denunciano sono solo la punta di un Iceberg’. Ma se la malavita prova ad inserirsi ulteriormente nel contesto sociale, lo Stato non resta certo a guardare. La risposta concreta alle attività criminali arriva puntalmente con la messa in atto di grandi indagini. Nel luglio del 2015 il Gruppo della Guardia di Finanza di Cassino, coordinato dal tenente colonnello Massimiliano Fortino, ha smantellato, con l’operazione ‘Giada’ un presunto sodalizio con a capo Nicola Schiavone, figlio di Sandokan. Secondo accertato dalle Fiamme Gialle, infatti, il clan dei Casalesi, attraverso prestanomi di una certa caratura residenti nel Cassinate, riciclava danaro investendo oltre che nel settore delle auto anche in quello dell’alta moda. Il processo che si sta svolgendo in questi giorni è stato volutamente spostato da Roma al tribunale di Cassino. “Affinché i cittadini onesti si rendano conto di quanto la malavita possa facilmente confondersi in un contesto sano – ha dichiarato il procuratore di Cassino, Luciano D’Emmanuele – Un processo di questa importanza, celebrato a porte aperte, aiuta a capire meglio certi meccanismi”. A Frosinone, invece, la Squadra Mobile ed i Carabinieri hanno smantellato una vera e propria holding del traffico e dello spaccio di droga. I vertici dell’organizzazione erano tutti collegati alla malavita campana. A segnare il punto di non ritorno sono poi i tanti beni confiscati sempre in provincia di Frosinone ad appartenenti a clan, gruppi mafiosi e ‘ndrine. Presente silenti da anni come attestano le relazioni vergate nel corso del tempo da investigatori dell’antimafia. Del resto, se vogliamo essere precisi, il fenomeno dell’ecomafia nasce proprio a Cassino dove, un certo Cipriano Chianese, nel lontano 1994, tentò di aprire la Banca Industriale del Lazio. L’inaugurazione venne bloccata dagli investigatori del Gico della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile e quel tsle Cipriano Chianese oggi, a distanza di decenni, è stato condannato con pene pesantissime, per ‘inquinamento ambientale’. Per gli inquirenti è lui il dominus dello scempio conosciuto in tutto il mondo come ‘Terra dei fuochi’. Angela Nicoletti
