Ha realizzato una villa sulle sponde del fiume Gari. Lungo le acque cristalline del corso d’acqua che nel 1943 ha diviso in due la linea Gustav ed è stato teatro delle quattro battaglie di Montecassino. Un luogo ameno e sottoposto a vincolo ambientale e storico. Una zona talmente tanto suggestiva quanto ambita che ha indotto un senatore della Repubblica a realizzare un edificio abusivo. Marino Mastrangeli, eletto nel Movimento Cinque Stelle e dallo stesso Movimento cacciato «a furor di web», forse credendo di restare impunito, ha fatto costruire l’abitazione con tanto di portico in legni vista lago.
Domani mattina dovrà presentarsi davanti ai giudici del tribunale di Cassino per la prima udienza del processo che lo vede come unico imputato. Il Comune di Cassino, attraverso l’avvocato Francesco Malafronte, ha deciso di costituirsi parte civile. Il senatore Marino Mastrangeli risulta essere indagato per abuso edilizio perché «in quanto proprietario e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, realizzava in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, senza permesso di costruire e senza autorizzazione, nonché in violazione di quanto previsto dall’articolo 93 e 94 Dpr numero 380 del 2001, un fabbricato costituito da una struttura portante in muratura, con copertura a tetto, con annessi travi in legno, nonché in aderenza al fabbricato effettuava uno scavo da 30 mq con predisposizione di armatura metallica». I controlli disposti dal procuratore capo Luciano D’Emmanuele hanno consentito alla Polizia locale di Cassino di scoprire lo scempio. Lo stabile, una volta ultimato, avrebbe ospitato una villa lussuosa e di notevole ampiezza lungo il corso d’acqua che ospita i resti della villa romana di Marco Tullio Varrone. Il Gip del tribunale di Cassino, Angelo Valerio Lanna, ha ordinato l’immediata rimozione della struttura. Marino Mastrangeli prima di essere eletto a palazzo Madama era un dipendente della Polizia di Stato, e ha prestato per anni servizio presso la questura di Campobasso. Quindi è un uomo di Legge e la Legge si sa è uguale per tutti. Angela Nicoletti
