Alatri – Asili nido: scoppia il caso sull’affidamento

Andrea Tagliaferri
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Il comune, a fine agosto, ha provveduto ad affidare “direttamente” il servizio di asilo nido al Consorzio cooperativo che l’ha gestito negli ultimi anni. Ed Il consigliere Comunale Tarcisio Tarquini solleva dei dubbi sulla legittimità delle procedure.

  tarcisio tarquini consiglioUna interrogazione consiliare certifica il “caso” dell’affidamento del servizio di Asili nido per conto di Alatri in Comune, nella persona di Tarcisio Tarquini, che diffonde anche una nota stampa per rendere pubblica la vicenda: “Non è una proroga, ma un nuovo affidamento: per il solo mese di settembre, con una spesa di 37.500 euro. Nella seduta consiliare del 28 luglio, l’assessore ai servizi sociali, Fabio Di Fabio, aveva preannunciato una complessiva riorganizzazione del servizio (anche per renderlo meno costoso, essendo tra quelli che pesano di più sul bilancio comunale). Nella determina dirigenziale, firmata dalla responsabile del settore e chiaramente originata, invece, dall’assenza di qualsiasi programma di riorganizzazione (una specie di “toppa”, insomma, messa all’ultimo minuto) si limita il nuovo affidamento della gestione – come abbiamo visto – al solo mese di settembre. E si precisa che tutto questo avviene (può avvenire) ‘nelle more dello svolgimento delle procedure di gara’. Ma non risulta indetta nessuna gara e, anche ammesso che tale procedura sia avviata nelle prossime ore e con tempi contingentati (come nel recente caso della piscina), è da escludere che si possa concludere in tempo utile, e cioè entro i dodici giorni che restano del mese di settembre. Si procede, dunque, a tentoni. Che succederà a partire dal primo ottobre? Un nuovo affidamento, una proroga? Sarebbe una soluzione avventata dal punto di vista giuridico – amministrativo e sembrerebbe, perciò, da escludere. E allora? All’orizzonte c’è la riforma dell’intero settore della scuola dell’infanzia che cambierà il volto degli asili nido e costringerà davvero a riorganizzare il servizio, trasferendolo dal welfare all’istruzione. Intanto, però- conclude Tarquini- questo vivacchiare giornaliero, ricorrendo a fragili espedienti, rende tutto ancora più incerto. Avvilisce le attese professionali degli operatori e compromette la qualità dell’offerta educativa, quella che giustifica (e ancor più giustificherà nel futuro) l’esistenza degli asili nido, che non sono un “parcheggio” di bambini, come troppo spesso ci si accontenta di renderli”.   A.T.
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