Il Comitato Acqua Pubblica sul piede di guerra per la vicenda che riguarda la messa in mora dell’Acea Ato5.
<Che ACEA ATO 5 S.p.A. presentasse le proprie controdeduzioni- scrive il comitato in una nota – era ovvio e scontato. Il fatto che le abbia presentate non significa affatto che siano fondate. Per fare questo è necessario prendere le contestazioni fatte dall’Autorità d’Ambito, confrontarle con le controdeduzioni presentate dal gestore ed esaminare la documentazione comprovante le affermazioni della parti. Dunque, allo stato, nulla è mutato rispetto a 48 ore fa e solo dopo la procedura appena accennata sarà possibile valutare il reale stato dell’arte della vicenda “messa in mora> <Come comitato, abbiamo fatto presente, anche con documenti formalmente trasmessi come: – la messa in mora decisa il 18 febbraio doveva venire integrata con le ulteriori e storiche inadempienze del gestore, non legate alla questione degli investimenti, ma legate ai normali costi operativi che il gestore ha sempre incassato e che sono facilmente desumibili nella convenzione di gestione, ovvero il famoso contratto che ci incatena sino al 2032. – il comportamento del gestore doveva essere regolato in modo che cessassero le vessazioni degli utenti attraverso la modifica della Carta dei Servizi (che non deve essere concordata col gestore!), e con l’Otuc che aveva formalmente approvato la proposta di modifica in tal senso. In questi sei mesi nulla in questo senso è stato fatto, anzi, l’unica cosa su cui si è esercitata la Segreteria Tecnica è stata quella di predisporre una proposta di tariffa per il 2016 che di fatto individuava in ACEA ATO 5 S.p.A. il miglior gestore possibile e riconosceva, posticipandone solo l’incasso, gli ulteriori conguagli pretesi dal gestore>. Il Comitato è comunque ben intenzionato a non abbassare la guardia. (foto dal web) Red di Frosinone
