“Costituente cittadina per un raggruppamento civico delle forze democratiche e progressiste”. Ecco una interessante nota a firma di alcuni cittadini che intendono impegnarsi per portare il cambiamento nella gestione della cosa pubblica.
“Nel 2017, a Frosinone, ci saranno le elezioni comunali. Una stagione lunga venti anni ha visto alternarsi al governo della Città un centro sinistra, sostenuto da forze di destra (15 anni); un centro destra (5 anni) che ha sprofondato il Capoluogo nell’abbandono, nel degrado e nel caos. Sulla città e sui cittadini potrebbe abbattersi, ancora una volta, il solito tsunami. Un pugno di notabili, peraltro sempre gli stessi, dietro i soliti partiti di destra e di sinistra faranno incetta di avvocati, di medici, di ingegneri, di architetti, di imprenditori palazzinari e di quanti abbiano un “pacchetto” di clienti, per ottenere un posto in prima fila in Consiglio Comunale, dove restare in silenzio religioso”. “Frosinone – proseguono – è in fondo a tutte le classifiche sulla qualità della vita ed è uno dei posti dove si vive peggio in Italia“. “In questi decenni l’associazionismo cittadino, erede e sostenitore del raggruppamento civico “Frosinone bene comune”, che ebbe il consenso di migliaia di elettori, ha condotto, senza soluzione di continuità, grandi battaglie progressiste e democratiche, conquistandosi un ruolo di primo piano nella difesa dei diritti costituzionali dei cittadini ( Lavoro, sanità, scuola, cultura, servizi sociali, gestione idrica, archeologia, ecc.) In tutti questi momenti i sindaci, le giunte e i consiglieri in carica si sono schierati sempre contro le proposte e gli obbiettivi richiesti ed avanzati dai cittadini e dal popolo del Capoluogo. Non solo. Essi hanno operato per contrastare ed annullare la vita ed il ruolo delle associazioni fino a cancellare, di fatto, la Consulta comunale, voluta e istituita con delibera consiliare. Chi in questi anni si è impegnato in prima persona, dalla sanità all’acqua, dal lavoro ai rifiuti, cittadino tra i cittadini, a difesa dei diritti delle persone e con l’idea di una città finalmente a misura d’uomo; chi in questi anni si è scontrato con il muro di gomma di istituzioni sorde ai diritti ed ai bisogni dei cittadini, non può che auspicare che nel 2017 non si ripeta, come una sorta di castigo divino, quanto avvenuto nel passato. Ma auspicare non basta. Perché queste elezioni comunali del 2017 cadono al termine di un processo di cosiddetta riforma delle autonomie locali che nella sostanza e nella forma svuota le concrete possibilità per le comunità di governare il proprio territorio, di scegliere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Le politiche di bilancio adottate da tutti i governi, sedicenti di destra e di sinistra, hanno scaricato il debito sui territori strangolando le amministrazioni. Le cosiddette riforme, svuotano e trasformano i comuni in stazioni appalti in cui gli stessi contratti, i capitolati tecnici, i costi e le tariffe sono decise altrove, da “autorità” non elette da nessuno, pagate dai gestori e sotto il diretto controllo della Presidenza del Consiglio. Ma denunciare i meccanismi perversi e niente affatto democratici delle elezioni, auspicare un cambiamento non può bastare. Le elezioni di Frosinone, per il ruolo che ha o che dovrebbe avere il Capoluogo, hanno un rilevante valore politico provinciale e regionale. Basta pensare alla gestione del Servizio idrico Integrato, alla sanità, ai rifiuti, ecc. Una gestione democratica, partecipata e condivisa, sarà un messaggio di rinnovamento della politica e del modo di gestire la cosa pubblica per tutti i comuni. Senza unità tutto ciò sarà vano. Ora occorre che i cittadini, a cominciare da coloro che, cittadini tra i cittadini, sono impegnati nel concreto delle mille battaglie che segnano le facce della qualità della vita, si assumano il compito di costruire un’alternativa fondata sulla partecipazione diretta dei cittadini al governo della città. Governare una Città non è cosa facile per nessuno. E tanto meno ci si può illudere di farcela con qualche persona esperta o con professionisti pur validi e onesti. Serve costruire un sistema di partecipazione popolare , articolata nei quartieri e nei luoghi di lavoro che discuta, decida e sostenga le scelte decisive del nuovo governo locale. E’ ora che nessuno deleghi la propria rappresentanza a nessun notabile”. “L’idea è quella di aprire un dialogo tra tutte le associazioni ed i liberi cittadini, in tutti i quartieri, in tutti gli ambiti specifici, per costruire un programma di governo condiviso, scritto con i cittadini e fondato sull’obiettivo di rendere Frosinone a misura d’uomo ed un posto dove sia dignitoso vivere. Significa individuare, insieme, dal basso, coloro che si prodigano ad attuare nell’istituzione questo programma, non come delegati a fare ma come terminali istituzionali dei cittadini e della loro volontà. Significa immaginare un’amministrazione determinata – a dispetto dei poteri forti e delle leggi ingiuste – a perseguire il bene comune e la giustizia sociale. Significa costruire un Consiglio Comunale ed una Giunta Comunale espressione diretta dei cittadini, legati ad un programma fatto non di promesse ma di obiettivi condivisi e programmati nel tempo e nello spazio di cui rendere conto ai cittadini. Significa costruire un’amministrazione di lotta che, a dispetto dei poteri economici e dei governi … governi con i cittadini e per i cittadini“. In un quadro totalmente estraneo alle vecchie logiche di schieramento, gli unici valori irrinunciabili sono quelli che accomunano tutte le associazioni che lavorano nel sociale: solidarietà, democrazia, partecipazione, equità, integrazione, accoglienza, giustizia sociale e pace. Tutto ciò potrà essere realizzato se l’unità vincerà sulla divisione, sulle ambizioni personali e di gruppo, per affermare gli interessi generali della città di Frosinone e della sua popolazione. Deve essere chiaro, questo percorso come unico obiettivo la vittoria alle elezioni, la possibilità ora e subito di praticare il cambiamento. E perché questa non sia solo una illusoria velleità è necessario che tutti vi partecipino con la necessaria generosità delle proprie idee la dove le idee degli altri divengono strumento di crescita personale e collettiva. Solo se sapremo dare carne e sangue a questa utopia potremo vivere un sogno”. Il Comitato promotore (Associazioni e cittadini riunitisi il 29 agosto e il 5 settembre 2016) N.B. Le associazioni ed i cittadini che condividono questo comunicato-appello, sono invitati a dare la loro adesione.
