Anagni – Profughi: tra incertezze, confusione e disperazione

marfst
2 MIn Lettura
L’arrivo di immigrati nella città dei papi è iniziato in silenzio, per proseguire con la cautela, a quanto pare, imposta agli stranieri da chi li ha voluti con forza.

Sulla prima sistemazione, i locali della chiesa della Madonna del Popolo, c’è chi sostiene siano stati effettuati i necessari lavori di adeguamento e messa a norma; abbiamo i nostri dubbi, ma se carte e timbri sono regolari … speriamo lo siano pure mura e coperture. La vera focalizzazione del problema, se di questo si tratta, è stato l’arrivo di alcuni di loro (i numeri variano a seconda di chi li riferisce) presso l’Hotel Santoro di Via San Magno. C’è chi sostiene che l’operazione sia stata “benedetta” da qualcuno del Palazzo; anche in questo caso, se legittima e con i crismi della legalità, poco da dire. Alcuni giovani di colore, poi, hanno preso a frequentare il centro cittadino. L’origine è, come per gli altri, l’Africa Centrale o Settentrionale. Abbiamo chiesto ad uno di loro, il quale a domanda specifica ha risposto: “Vengo dal Marocco; risiedevo a L’Aquila ma, rimasto senza lavoro, sono venuto ad Anagni sperando di trovarlo. Sono qui da qualche mese, ma ancora non lavoro”. Se non lavora da mesi, come paga l’affitto? Come si nutre e tutto il resto? L’onda massiccia, con numeri da vedere, si prospetta nei prossimi giorni: potrebbero essere ospitati nell’ex Collegio della Sanità. Una struttura assolutamente inagibile, con tegole ed intonaci caduti anche pochi giorni fa. Gli anagnini sono un popolo di brave persone, solidali e generose; e non solo chi vota a sinistra. Il mutismo dell’amministrazione è assurdo e incomprensibile; pessima abitudine anche per altri problemi vitali. Jackal (fonte fotografica: archivio Tg24)
Condividi questo articolo
Nessun commento