Iniziata alle 8 di ieri mattina con la preparazione delle location e la chiusura di tutte le strade del centro della città di Sora, la Notte Bianca dello Sport e della Solidarietà anno 2016 è stata immediatamente caratterizzata da numerose proteste ed infinite polemiche dei commercianti, che hanno visto sfumare una intera giornata di lavoro senza assistere, al contempo, ad alcun montaggio di strutture che giustificassero l’interdizione al traffico di tutta l’area del centro.
Presentata dal sindaco e da alcuni rappresentanti dell’Amministrazione comunale di fronte ad una modesta platea, la manifestazione è apparsa sin dall’inizio sottotono rispetto alle edizioni precedenti ed in special modo a quella dell’anno 2015, che si è contraddistinta, invece, per la sua rilevanza regionale. Impossibile, infatti, non evidenziare quest’anno l’assenza del Presidente del Coni Riccardo Viola, sostituito dal Vice Presidente Vicario, così come l’assenza dei numerosi campioni olimpionici che hanno sempre caratterizzato le precedenti edizioni. Impossibile non evidenziare l’assenza di numerosissime associazioni sportive, circa il 50% rispetto al passato e la totale mancanza di organizzazione in merito alle attrezzature, alla distribuzione degli spazi ed alla collocazione delle attività.
Così, la Notte Bianca dello Sport e Solidarietà anno 2016 si è presentata alle persone intervenute, memori del grandioso evento dell’anno scorso, come un miscuglio di poco sport e molto cibo che ha fatto apparire il tutto più che Notte Bianca dello Sport e della Solidarietà, come Notte Bianca dei panini, dell’arrosto, degli arrosticini, della porchetta e della birra. Nella più totale confusione, non è apparso, però, chiaro ai presenti quali proventi fossero destinati all’acquisto del modulo abitativo di Amatrice (sembra solo quelli dello stand dei volontari ospedalieri) e quali alle casse delle attività presenti di proprietà di persone strettamente legate e collegate all’Amministrazione Comunale e ad un dipendente “multicorrente” dell’Ente, così impegnati a fare business da occupare intere piazze e strade con panche e tavoli.
Restano indelebili i ricordi del passato, che ha visto protagonista della Notte Bianca un evento straordinario a livello regionale, che esaltava lo sport e lo spirito sportivo. Resta nel cuore l’immensa passione con cui Diego Catenacci ha sempre organizzato questo evento, creato ed ideato dalle sue grandi capacità e dal suo infinito amore per la città di Sora e per lo sport.
Non ci si può “appropriare” di una manifestazione nata e resa grande da altri, snaturare senza la minima cura il suo fine facendola diventare Notte Bianca del Panino e della Birra con tavoli e panche da cantina, che molto poco hanno a che fare con lo sport e tanto hanno di anonima sagra di paese. Viste le grandi aspettative generate dalle edizioni precedenti, forse sarebbe stato meglio chiamare l’evento semplicemente Notte Bianca per far in modo che il livello notevolmente più basso non distruggesse
qualcosa creato negli anni con lavoro e fatica. Di certo le responsabilità non sono imputabili alle associazioni presenti, che sempre con grande amore ed abnegazione si sono impegnate al massimo per Sora e per lo sport, ma all’assenza di tante discipline, dovuta probabilmente alla carenza di organizzazione, ed alla sostituzione delle stesse con troppi stand espositivi e gastronomici che hanno snaturato la vera natura della manifestazione pensata per far vivere al pubblico l’esperienza diretta con lo sport.
È questo il risultato della rinascita tanto annunciata, “urlata” e “sbandierata” dalla nuova Amministrazione Comunale sui social? È questa l’innovazione apportata dai tanto declamati tavoli di lavoro accorpati e “camuffati” dalla Pro Loco? È questa “l’aria nuova” promessa dal nuovo gruppo di maggioranza ai cittadini sorani? È questa la “Sora libera” che ha riempito le frasi spot di alcuni?
Forse sarebbe meglio proclamare meno e dimostrare umiltà e rispetto nei confronti di chi questa manifestazione l’ha ideata e resa un gioiello prezioso per questo territorio, dimostrando anno dopo anno, con lavoro e capacità, di essere mosso solo da immenso e profondo amore per la città di Sora.
La Redazione

























