Nonostante le normative europee non consentano la caccia alla fine dell’estate, c’è stata l’apertura anticipata della caccia al primo settembre.
Duro l’affondo di Marco Belli, presidenti provinciale di Fare Verde. <Nella nostra provincia si continua ad autorizzare l’uccisione di animali e non a caso l’Europa non consente la caccia in alcuni periodi dell’anno fra i quali rientra la fine dell’estate per le condizioni in cui si trovano numerose specie: piccoli ancora immaturi, le specie migratrici che devono prepararsi ai lunghi voli di ritorno verso i luoghi di svernamento, la scarsità di acqua e cibo a causa delle siccità estive, degli incendi e le specie che stanno ancora nidificando. Ebbene, i cacciatori che tra le altre cose si definiscono sportivi e ambientalisti nella nostra provincia rappresentano l’uno per cento della popolazione e nonostante il loro esiguo numero sono riusciti ad avere la stagione venatoria più lunga. L’apertura anticipata della stagione venatoria si inserisce in un quadro di estrema difficoltà per la fauna selvatica, già fortissimamente segnata dagli abbattimenti illegali. In attesa delle condanne da parte dell’Europa e dell’apertura ordinaria prevista per il 18 settembre, non resta che sperare che il minor numero possibile di cacciatori approfitti di queste deroghe e che provvedano alla riduzione dell’inquinamento non utilizzando munizioni in piombo, elemento estremamente inquinante sia per gli uomini che per gli animali>.
nic