Colleferro – Laila Sofyane ad Amatrice due giorni prima

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Una tristezza indicibile, per la campionessa Laila Sofyane, che appena 2 giorni prima aveva vinto la trentanovesima edizione dell’Amatrice-Configno.

Abbiamo sentito Laila, che ci ha confidato il seguente pensiero “Il 21 agosto ho avuto l’onore di partecipare e vincere la gara Amatrice Configno, gara meravigliosa di 8 km. Sono arrivata ad Amatrice un giorno prima, la città era avvolta da uno spirito di festa e allegria, ricordo la premiazione di piccoli atleti che avevano appena partecipato a una competizione, sorridevano orgogliosi del proprio traguardo. Quella meravigliosa domenica fui accolta dall’ organizzatore Bruno D’Alessio, persona straordinaria. Sono vive dentro di me le immagini Laila_Amatrice_2della gara, ogni passo in quella meravigliosa città, soprattutto il calore della gente ai lati della strada che mi incitava “forza Esercito, forza piccoletta!”. Al termine della gara le suore del convento mi chiesero di pernottare da loro per poter partecipare alla sagra, facendomi molti complimenti, come anche una signora di Ariccia che pernottava anche lei nel convento con noi, io e mio marito abbiamo deciso di rimanere assaporando ancora di più Amatrice in tutta la sua bellezza. Ma l’ altra notte tutto questo è diventato un ricordo triste, non ci credo e non voglio crederci. Quei sorrisi, quei volti, quegli abbracci all’arrivo, quelle persone meravigliose che rendevano ancora più straordinaria la città. Le immagini in televisione del convento mi hanno stretto il cuore, tirando un sospiro di sollievo nel vedere le dolci suore scampate alla tragedia. Ho chiamato immediatamente l’ organizzatore della gara di Amatrice per sapere come stava, il telefono che squillava e la gioia di sentire la sua voce, anche se spezzata dalle lacrime e dal dolore. Non riesco ancora a pensare che la bella Amatrice sia un cumolo di macerie, che quelle persone sorridenti e accoglienti che ho conosciuto ora siano straziate da questa bruttissima tragedia. Ti senti impotente non sai cosa fare, fortunatamente la città dove vivo, Colleferro a pochi km da Roma, ha organizzato molti punti di raccolta di beni di prima necessità, e molte persone il giorno dopo hanno intasato l’ospedale per donare il sangue, so che questi gesti sono nulla davanti a ciò che è successo, ma in questo modo ci siamo sentiti un pò più vicini alla nostra Amatrice. Non sono certa che abbiano ritrovato tutte le suore vive; 3 si, le altre non so ancora…”. Jackal
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