(di Alessandro Andrelli) Una provocazione e trovata mediatica. Non si pensi altro per carità. Si il messaggio politico è chiaro, voler dare un vero e proprio calcio in faccia al Movimento 5 Stelle e alla Raggi. Ma attenzione a non scherzare con un universo così complesso come quello olimpico, specialmente se si parla delle prossime Olimpiadi 2024. Essere derisi, seppur la provocazione mediatica è palese, può portare all’ennesima figuraccia di un territorio che non è riuscito ancora a ripartire dopo il boom industriale degli anni ’70. Per me le Olimpiadi sono tematica serissima, che purtroppo dal punto di vista economico e sociale non è rosa e fiori, anzi, tutt’altro.
Ci avventuriamo in un mondo ai più sconosciuto, che probabilmente mai e poi mai avrà Frosinone o le altre province laziali, candidate, con tanto di cinque cerchi nel logo, così come è successo per Roma 2024 alla Capitale. Comprensibile l’astuzia politica del primo cittadino di Frosinone, che ha riempito non solo le pagine dei quotidiani cartacei, e ancor prima dei principali siti web locali, salvo poi attirare l’attenzione di media nazionali, che per l’ennesima volta però hanno ironizzato sulla “provocatoria” trovata del sindaco di Frosinone. Conti, preventivi e budget alla mano, prima curiosità che poniamo all’attenzione di tutti è: quanto costa organizzare un’Olimpiade?
Nel caso di Rio, come riportato dall’infografica realizzata da Statista.com, portale che analizza i bilanci degli investimenti dei Giochi olimpici, estivi e invernali degli ultimi 24 anni, la spesa per gli impianti e le infrastrutture ha toccato quota 4,58 miliardi di dollari, superando del 51% il budget inizialmente stanziato.
Conti assolutamente fuori da ogni logica per le ultime olimpiadi invernali a Sochi, in Russia, con 21,89 miliardi di dollari spesi, addirittura il 289% in più di denaro speso rispetto alle previsioni. Conti sbagliati erano stati fatti anche a Lillehammer, dove per i giochi invernali del 1994 si è sforato il budget del 277%. I costi sono invece lievitati del 266% a Barcellona, su un totale di 9,69 miliardi spesi. In Italia, nei giochi di Torino del 2006 la spesa era stata di 4,37 miliardi, l’80% in più di quanto preventivato. I più virtuosi? I cinesi. Per i giochi di Pechino del 2008 la spesa totale era stata di 6,81 miliardi di dollari, con un piccolo 2% in più rispetto alle previsioni iniziali. Per sostenere l’organizzazione di un evento di tale portata, in sostanza il più importante del pianeta, occorre non solo investire, ma occorre sapere quanto poi il tutto possa indebitare la propria nazione per decenni o far rivedere il piano economico per almeno un paio di decenni della città organizzatrice.
Detto questo, viene ancora voglia di scherzare ipotizzando anche solo in maniera provocatoria una pseudo candidatura di Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti come alternativa a Roma per le Olimpiadi 2024.
Cosa ben diversa, come ha dichiarato sulla sua pagina FB il consigliere comunale del PD di Frosinone, Angelo Pizzutelli: “La Città di Frosinone funzionale come lo fu per I campionati mondiali di nuoto Roma 2009, dove ottenemmo anche i finanziamenti per realizzare una struttura avanguardistica come lo stadio del nuoto FIN ed ospitammo delle gare di squadre nazionali in preparazione (il Settebello, il Setterosa, le nazionali di Grecia ed Australia…) questa è e sarebbe una posizione condivisibile, logica da sostenere tutti insieme, altro credo sia onestamente impercorribile anzi impensabile”.
Diremo di più nella seconda ed eventualmente nella terza parte di questo modesto “Editoriale”, fatto molto più di passione e ricerca sportiva, che di valutazioni politiche. Il cittadino, sia esso sportivo che non, probabilmente vorrebbe chiarezza dopo simili dichiarazioni del sindaco di Frosinone, non solo facile ironia e magari sfotto da ogni angolo del pianeta!
Alessandro Andrelli
Conti assolutamente fuori da ogni logica per le ultime olimpiadi invernali a Sochi, in Russia, con 21,89 miliardi di dollari spesi, addirittura il 289% in più di denaro speso rispetto alle previsioni. Conti sbagliati erano stati fatti anche a Lillehammer, dove per i giochi invernali del 1994 si è sforato il budget del 277%. I costi sono invece lievitati del 266% a Barcellona, su un totale di 9,69 miliardi spesi. In Italia, nei giochi di Torino del 2006 la spesa era stata di 4,37 miliardi, l’80% in più di quanto preventivato. I più virtuosi? I cinesi. Per i giochi di Pechino del 2008 la spesa totale era stata di 6,81 miliardi di dollari, con un piccolo 2% in più rispetto alle previsioni iniziali. Per sostenere l’organizzazione di un evento di tale portata, in sostanza il più importante del pianeta, occorre non solo investire, ma occorre sapere quanto poi il tutto possa indebitare la propria nazione per decenni o far rivedere il piano economico per almeno un paio di decenni della città organizzatrice.
Detto questo, viene ancora voglia di scherzare ipotizzando anche solo in maniera provocatoria una pseudo candidatura di Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti come alternativa a Roma per le Olimpiadi 2024.
Cosa ben diversa, come ha dichiarato sulla sua pagina FB il consigliere comunale del PD di Frosinone, Angelo Pizzutelli: “La Città di Frosinone funzionale come lo fu per I campionati mondiali di nuoto Roma 2009, dove ottenemmo anche i finanziamenti per realizzare una struttura avanguardistica come lo stadio del nuoto FIN ed ospitammo delle gare di squadre nazionali in preparazione (il Settebello, il Setterosa, le nazionali di Grecia ed Australia…) questa è e sarebbe una posizione condivisibile, logica da sostenere tutti insieme, altro credo sia onestamente impercorribile anzi impensabile”.
Diremo di più nella seconda ed eventualmente nella terza parte di questo modesto “Editoriale”, fatto molto più di passione e ricerca sportiva, che di valutazioni politiche. Il cittadino, sia esso sportivo che non, probabilmente vorrebbe chiarezza dopo simili dichiarazioni del sindaco di Frosinone, non solo facile ironia e magari sfotto da ogni angolo del pianeta!
Alessandro Andrelli
