Il suono prolungato della campana interna al Duomo di Ferentino ha accompagnato ieri sera, alle 20, l’uscita dalla sagrestia della statua di Sant’Ambrogio patrono della città. Quindi dopo aver fatto il giro della Cattedrale, portata a spalla e scortata dal gonfalone della città, dai vigili urbani, dal vicesindaco Luigi Vittori accompagnato dal presidente della Pro Loco Luigi Sonni, è stata adagiata tra gli applausi e le grida di giubilo dei fedeli sulla storica macchina lignea. Frangenti sempre particolarmente toccanti. Il patrono resta esposto nella basilica maggiore per tutta la giornata odierna.
Quello di ieri è stato il primo atto della festa di Sant’Ambrogio di agosto o meglio del ricordo del martirio del santo protettore di Ferentino; ha presieduto la concelebrazione il vicario diocesano monsignor Giovanni Di Stefano (don Luigi Di Stefano ha dato lettura del martirologio). Il secondo appuntamento è per oggi pomeriggio, giornata da ricordare, era infatti il 16 agosto dell’anno 304 quando il centurione Ambrogio fu decapitato insieme a 14 ferentinati. Alle ore 19, in Cattedrale, concelebrazione presieduta dal vescovo diocesano monsignor Ambrogio Spreafico e successivamente il tradizionale e commovente rito della reposizione della statua equestre straordinariamente adorata. Aff

