(di Pier Giorgio Bianchi) Centrocampo: Tanta quantità ma qualità da rivedere. Due suggerimenti e mezzo per aumentare il tasso tecnico del reparto centrale. Il lettore di un articolo apprezza soltanto il lavoro finale. Ed è giusto che sia così. Tuttavia per rendersi conto dell’analisi svolta nel seguente pezzo si deve considerare che sono stati analizzati più di 53 mila dati, equivalenti a diverse giornate di lavoro per inserire i dati in foglio di lavoro Excel, lavorarli, e provare ad interpretarli. Un’occasione per imparare dalla vecchia stagione, facendo leva sui punti di forza e colmando quelli di debolezza.
Analizzati portieri e difensori, andiamo oggi a sviscerare le statistiche degli 8 centrocampisti del Frosinone della passata stagione (2015-2016): Chisbah, Frara, Gori, Gucher, Kragl (arrivato a gennaio), Paganini, Sammarco, Soddimo. MINUTAGGIO
La classifica del minutaggio vede nelle prime quattro posizioni: Sammarco, Gori, Paganini e Soddimo. Questi quattro sono stati i fedelissimi di Mr. Stellone. Il meno utilizzato è stato Kragl, arrivato però nella sessione invernale di mercato. A meno di clamorosi stravolgimenti nell’ultimo mese di mercato, il Frosinone dovrebbe ritrovarsi con 7 degli 8 calciatori della rosa dell’anno scorso: 5 dei quali presenti tre stagioni fa in Lega Pro e 6 nel campionato di Serie B 2014/2015. Giocatori che conoscono la categoria e su cui Mr. Marino potrà fare affidamento date le numerose partite giocate assieme.
Le statistiche di seguito riportate andranno ad analizzare le performance dei difensori gialloazzurri non in valore assoluto ma per 90 minuti rispetto al minutaggio effettivo [ (statistica / minuti giocati) x 90]. Come fatto per i difensori andremo ad analizzare diverse voci, dando questa volta un taglio diverso e specifico al ruolo analizzato.
TACKLE
Il Frosinone sarà pure retrocesso ma qualche record l’ha anche stabilito. Mirko Gori è stato il giocatore con più tackle tentati di tutta la Serie A. Un occhio attento potrebbe però puntualizzare: “facile fare questo record quando giochi nella peggiore difesa del campionato, hai più possibilità di fare dei tackle rispetto ad una squadra che non subisce mai l’avversario”. Intuizione che potrebbe essere corretta e che abbiamo voluto analizzare. Prendendo i tiri subiti come proxy – una variabile assimibile a quella che si vuole analizzare – del concetto di subire l’avversario, si è correlata questa con il numero di tackle totali tentati dalla squadra. Cosa ne è venuto fuori? Un indice di correlazione di 0.34, su un range che va da -1 a +1. Cosa significa? Che non è detto che chi subisce più l’avversario finisca per tentare più tackle partita. Questo rafforza ancora di più il record di Mirko Gori che non è risultato primo in classifica “soltanto perché gioca al Frosinone, squadra che gli dà più possibilità di tentare un tackle nell’arco della partita”.
Tanti tackle sì, tuttavia Gori non è stato in grado di tramutare la sua foga in altrettanti palloni rubati. Poco più del 50% dei suoi tackle sono stati realizzati efficacemente, di gran lunga inferiore al 65% di media della Serie A. Nella stagione che sta per iniziare Mirko dovrà cercare di tenere la stessa intensità mostrata nello scorso campionato, cercando però di essere più efficace.
Tra gli altri giallo-azzurri buona la performance di Gucher che è risultato di poco migliore della media della Serie A sia per tackle tentati sia per percentuale di riuscita.
CATTIVERIA
Anche in questa categoria troviamo Mirko Gori in prima posizione: è stato il centrocampista del Frosinone ad aver commesso più falli, Luca Paganini quello ad averne subiti di più. Nonostante gli 11 cartellini (10 gialli ed uno rosso) visti sventolarsi dallo stesso Gori, Danilo Soddimo è risultato il giallo-azzurro più cattivo secondo il nostro particolare indice. Un fallo su quattro commesso dal centrocampista romano è stato infatti sanzionato con la targeta dall’arbitro. Primato condiviso con Frara. Al di sotto della media della Serie A troviamo tutti gli altri: Gori, Kragl, Gucher, Paganini e Chibsah.
INTERCETTI E DISIMPEGNI
Fare filtro è una delle prerogative principali di un centrocampo. Se si guardano ai palloni intercettati Sammarco, Gucher, Gori e Soddimo si sono comportati meglio della media dei centrocampisti della Serie A. Come mostrato dal grafico, male Capitan Frara (è il punto giallo più lontano dall’esterno della figura) che però è risultato il primo nei disimpegni e nei cross bloccati. Nota di merito per Sammarco e Gucher verso i quali le linee del grafico tendono maggiormente.
TIRI E GOL
Veniamo ad i tiri e gol realizzati. I centrocampisti del Frosinone hanno realizzato 191 tiri, di cui 44 in porta e 10 gol. Il tutto si traduce in una Shot Accuracy del 23% ed in una Gol Conversion del 5% (sul totale tiri fatti).
Come si evince dal grafico, numeri abbastanza diversi dalla media delle squadre della Serie A. I centrocampisti del Frosinone, in media, hanno tirato di meno, centrato meno la porta e realizzato meno gol.
Il grafico della precisione ci viene in aiuto. I giocatori del Frosinone sono stati meno precisi e cinici rispetti ai loro compagni di ruolo. Ad una Shot Accuracy inferiore di circa un terzo si affianca anche una gol conversion (la capacità di tradurre in gol i tiri effettuati) minore. Per quale motivo? Ad un’analisi più attenta emerge che, in media, la squadra di Stellone, non riuscendo a superare le difese avversarie, ha provato molto di più la conclusione da fuori area.
Emblema di questo problema sono i numeri di Robert Gucher. Il centrocampista austriaco ha tirato 20 volte su 21 da fuori area, soltanto in un’unica occasione, alla settimana giornata contro la Lazio, ha sferrato un tiro da dentro l’area (anche se come si può osservare dal grafico era veramente al limite).
Considerando pertanto tutti e 21 i tiri da fuori area, Gucher ha avuto una Shot Accuracy del 24% ed una Gol Conversion dell’0%. Tra gli esperti (o malati, se preferite) del settore, più volte si è dibattuto sull’efficacia di un tiro da fuori area: sicuramente può servire ad alleggerire la pressione avversaria, a guadagnare un corner o provocare un’occasione sulla respinta. Tuttavia, studiando nel dettaglio gli ultimi campionati, sono serviti in media 33 tiri per segnare. Tutto questo per giustificare il fatto che, oggettivamente, tentare il tiro dalla distanza non porta risultati (l’1,9% dei tiri da fuori area realizzati dai centrocampisti del Frosinone si è trasformato in gol).
Guardando ai singoli, è stato ottimo il contributo di Kragl secondo centrocampista a tirare di più (32) dopo Danilo Soddimo (44). Il centrocampista tedesco è risultato addirittura quinto (dietro El Kaddouri, Pogba, Candreva e Bonaventura) – tra i giocatori con almeno 15 presenze – per tiri realizzati in base ai minuti giocati. Anche per Kragl però ha riscontrato lo stesso problema dei suoi colleghi: una Shot Accuracy troppo bassa (18,75%), la più bassa tra i suoi colleghi giallo-azzurri.
Chi invece non sembra aver avuto problemi a centrare la porta è stato Paolo Sammarco: 34,78% di Shot Accuracy, 17,39% di Gol Conversion sui tiri totali (la media dei centrocampisti di A è stata del 6,56%) e un gol ogni due tiri in porta (media della Serie A uno ogni 4). Tra gli altri centrocampisti spicca lo 0% di Shot Accuracy di Chibsah sugli 11 tiri realizzati, l’elevata capacità di Frara di convertire in gol i tiri in porta, la voglia di tirare di Soddimo – superiore di gran lunga a quella dei suoi compagni di squadra, fatta eccezione per Kragl ma poco efficace in fase realizzativa, soltanto 1 gol su 44 tiri – la scarsa Shot Accuracy di Paganini (20%) e l’abilità di Mirko Gori di tirare con entrambe i piedi (indice 96/100).
PASSAGGI ED ERRORI
Uno dei leit motiv della stagione di A del Frosinone è stata l’incapacità di impostare il gioco, figlia anche del diverso tasso tecnico richiesto dal Campionato di Serie A. Il Frosinone è stata la squadra che ha giocato di meno il pallone (1224 passaggi dei centrocampisti) insieme al Carpi (1183) e sbagliato di più (soltanto 72,60% di passaggi riusciti). Questa percentuale negativa – che si riferisca, ricordiamo, soltanto ai centrocampisti – è spinta fortemente verso il basso dalla % di passaggi lunghi realizzati: soltanto il 37% riuscito contro il 46% del Carpi penultimo. Praticamente un abisso che ha visto Gucher, il migliore dei giallo-azzurri in questa statistica (45%), comunque molto distante dalla media dei centrocampisti della Serie A (56%). Come per i tiri, anche in questo caso i centrocampisti del Frosinone hanno abusato dei lanci lunghi optando per questa soluzione nel 14% dei casi, contro il 10% di media della Serie A.
Tra i giocatori più attivi ci sono Gori (37,73 passaggi di media ogni 90 minuti) e Gucher (37,18), mentre Kragl (23,32) e Paganini (23,39) sono stati i giocatori dai quali, in proporzione ai minuti giocatori, sono partiti meno passaggi. I due, insieme a Soddimo, sono stati anche i giocatori ad aver perso un maggior numero di palloni: dato spiegabile però con la diversa attitudine a rischiare la giocata rispetto ai propri compagni più conservativi. Con 78 dribbling, Soddimo è nella top 15 dei centrocampisti che hanno provato più il dribbling. Da lui, Kragl e Paganini sono arrivati inoltre il maggior numero di passaggi chiavi (passaggi dopo i quali è scaturito un tiro). Emblematico è come si siano creati pochi pericoli dalla zona centrale del campo, dove gli unici assist sono arrivati da Chibsah e Sammarco.
CONCLUSIONI
Il centrocampo del Frosinone, subendo la qualità e la tecnica avversaria, e dovendo compensare le proprie debolezze, ha ricorso troppo, e con pessimi risultati, a tiri da lontano e lanci lunghi. Come visto in queste settimane di ritiro, Mr. Marino ha deciso di puntare su un gioco palla a terra – chissà che magari abbia studiato anche lui le statistiche dei giocatori presenti in rosa. Più che la quantità a questi giocatori è sembrata mancare la qualità (si considerino ad esempio i tanti tackle/tiri tentati e gli scarsi risultati ottenuti).
Con la partenza di Chibsah, anche se con un modulo diverso, a questa rosa sembra mancare un giocatore di livello che sia in grado di impostare la manovra offensiva. Un sogno, per Mr. Marino che l’ha creato, per la tifoseria e la dirigenza risponde al nome di Davide Di Gennaro. Sogno però non realizzabile perché il centrocampista milanese, sul quale si è mosso anche il Bari di Stellone, ha dichiarato di voler rimanere al Cagliari per gustarsi la Serie A.
Al momento per tasso tecnico e caratteristiche, soltanto Gucher può essere considerato un playmaker. A tal proposito consigliamo a Robert qualche tiro dalla distanza e lancio lungo in meno e qualche incursione con la palla (rivedere il gol realizzato due stagioni fa al Pescara) e senza la palla (chiedere a Paolo Sammarco per informazioni) in più.
Un obiettivo di mercato più realizzabile potrebbe essere Luca Marrone, attualmente alla Juventus, cercato da mezza Serie A, che potrebbe anche decidere di scendere di categoria un progetto serio che punta ad una risalita immediata. Nonostante avesse militato al Carpi e Hellas Verona, il centrocampista italiano ha fatto registrare dei numeri niente male: 42,31 passaggi di media a partita e 79% di precisione. Felici di essere smentiti, ci sentiamo di affermare che questa squadra, senza nessuna cessione ed un Marrone in più, sarebbe in grado di lottare, sulla carta, per una promozione diretta.
Se per Marrone non dovesse andare a buon fine c’è un certo Andrea Lazzari (38,7 passaggi a partita e 75,66% di precisione) svincolato, ma non diamocelo troppo ad alta voce, magari qualcuno ci anticipa…
Pier Giorgio Bianchi
