Riguardo il cedimento di massi componenti la poderosa cinta muraria della città dei papi, riferiamo un episodio ricordato dall’ex sindaco Athos Russo, a quell’epoca assessore ai Lavori Pubblici.
Era il 1986. Uno dei modesti bastioni presenti lungo le Mura aveva ceduto; il cumulo di pietre era stato delimitato dal nastro bicolore e la Sovrintendenza tardava a farsi viva. Athos sbottò “se non intervenite entro 10 giorni provvederemo direttamente addebitandovi i costi!”. I tecnici romani vennero ad Anagni, sentenziando: “I lavori costano oltre 80 milioni, non abbiamo i fondi: aspettiamo tempi migliori”. L’ufficio tecnico comunale (geom. Alfredo) corresse la stima “il costo dei lavori si aggira intorno ai 40 milioni”. L’assessore chiamò una ditta di fiducia e disse loro: “abbiamo 7 milioni e mezzo, vi chiedo di fare un sacrificio per il bene della città”. L’impresa, onorando l’appellativo “di fiducia”, eseguì i lavori: foto dello stato dei luoghi e identificazione delle pietre; demolizione dello sperone; rifacimento della condotta fognaria e realizzazione di ancoraggio e muratura in cls armato; ricostruzione dello sperone; “antichizzazione” delle malte con terriccio. Uno dei titolari: “di certo non guadagnammo, ma la città ne ebbe beneficio”. Esempio di collaborazione e di amore verso la propria città. Sarebbe da prendere ad esempio … Jackal
