Pupa, cane randagio e mascotte di tutti coloro che vivono nel centro storico di San Vittore del Lazio è sparita da tre giorni. Il quattro zampe, gioioso, allegro, affettuoso, potrebbe essere stato rapito o avvelenato da chi invece, contrariamente a decine di persone che lo assistono quotidianamente, non sopporta la sua presenza in chiesa, davanti una bara, zitto e con gli occhi umidi, o mentre scorazza nei giardinetti per la felicità dei bambini.
A lanciare l’appello al nostro giornale è stata una donna, Cinzia Valente, che vive in paese e che come tanti altri da tempo si prende cura di Pupa. “È affettuosa, vuole essere accarezzata e vuole giocare con tutti, anche se alcuni tra quei tutti fraintendendono le sue intenzioni solo perché è così grande. Ma lei non ha mai ringhiato a nessuno, le piace dormire e giocare. Sono le uniche due cose che fa. Ah dimenticavo, va anche a messa. Tutti i giorni. È molto devota e non perde una funzione. Si è affezionata al luogo e al parroco, sia il precedente che l’attuale.
Ama incondizionatamente come solo un essere puro come lei sa amare – ci spiega Valente -. Non parla, non può dire “ti voglio bene” eppure i suoi modi valgono più di qualunque poesia mai scritta. Pupa fa amicizia subito e con tutti – ecco non proprio con tutti. In effetti con lei i problemi sono iniziati quasi da subito. Alle urla e agli insulti, rispondeva mettendosi a pancia in su per farsi accarezzare. Ed è buffa perché è davvero enorme e vederlo fare ad un cane di piccola taglia è diverso. Ma lei sembra non rendersi conto delle sue dimensioni, è piccola dentro, una bambina, e da tale si comporta. Partecipa a tutti gli eventi sociali del paese, dai giochi delle contrade alla festa della Repubblica italiana. È diventata la mascotte del paese e i bambini la amano. Pupa è stata presa in custodia dal comune e lavata, curata e medicata periodicamente dai volontari del paese. Pupa è anche mamma di 15 cuccioli tutti dati in adozione ad ottime famiglie. Lei è felice ed i suoi cuccioli, ormai grandi come lei, anche. Pupa vive bene nel paese, ha i suoi orari, le sue abitudini, i suoi luoghi. Senza recare il minimo disturbo a nessuno. Eppure a qualcuno questa creatura dolce e mite ha creato fastidio. Pupa non si vede da tre giorni ed è strano. La catena con la quale il parroco la legava fuori dalla chiesa per la durata della funzione pomeridiana, per via del “fastidio” che recava ad alcuni “fedeli”, sparita anche quella. Potrebbe essere stata avvelenata e legata in qualche posto sperduto, per farla morire lontano dagli occhi di tutti”.
Angela Nicoletti
