Alvito – Successo per la XVI^ Festa della Montagna

Caterina Paglia
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Condivisione della gioia e del dolore attraverso un sano spirito di aggregazione. Questi gli ingredienti che hanno confermato il successo della XVI^ Festa della Montagna che si è svolta nei giorno scorsi nella suggestiva cornice di Valle Lattara, ai piedi del Parco nazionale.

La giornata, realizzata come di consueto dall’associazione socio-culturale “Silvio Castrucci”, ha visto la partecipazione di numerosi amanti della montagna, ma soprattutto di quanti, ogni anno si recano presso lo storico rifugio sito nel vallone per ricordare i propri cari che sono venuti a mancare, i cui nomi sono affissi su una lapide già dal luglio del 2007. Si tratta di Silvio Castrucci, al quale è stata intitolata l’associazione, di Donato Cellucci, Angelo Pittore, Angelo Pagliara e Leo Raponi. Cinque persone che, nel loro piccolo, si sono contraddistinte, operando sempre attivamente per il bene della comunità alvitana. Uomini diversi ma uniti da un contagioso senso dell’umorismo. Ed è anche per questo che all’evento è stato dato una forma gioviale, una festa appunto. festa-montagna2Purtroppo alla lapide andrebbero aggiunti molti altri cari scomparsi di recente, ultimo fra di loro il Generale dell’Aeronautica Anastasio Castrucci, fratello di Silvio. La Festa della Montagna ha avuto inizio con un’emozionante messa celebrata da Don Mario Santoro. “Oggi, più che mai, si presenta l’esigenza centrale e radicale della morale cristiana: l‘amore – queste le parole di esordo della liturgia -.Questa meravigliosa giornata deve far riflettere tutti i presenti sul senso dell’amore, della memoria e della condivisione. La vita terrena è fatta d cose semplici e, allo stesso tempo importanti come queste. Dunque, il pensiero va agli amici che non ci sono più e ai pastori che hanno davvero vissuto questa montagna, che oggi sono tra di noi”. E davvero unione, collaborazione e condivisione hanno reso speciale il momento di convivialità, durante il quale ognuno ha fatto la sua parte, sotto gli occhi incuriositi di vacche e cavalli, accompagnati dalla musica popolare dei “Terra nostra”. Anche questa è montagna da vivere e riscoprire. Caterina Paglia  
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