Sui pagamenti della Tari e sulla polemica montata nei giorni scorsi con interventi a ripetizione da parte dell’opposizione, non si è fatta attendere una secca replica da parte dei rappresentanti della Giunta Galli. A parlare sono il vicesindaco e responsabile del Bilancio Vincenzo Cacciarella e l’Assessore all’Ambiente Elisa Guerriero. Oggetto del contendere gli avvisi di pagamento Tari arrivati alle famiglie e alle attività produttive.
Si legge all’inizio della nota diffusa dai rappresentanti della maggioranza: <Leggiamo di tariffe triplicate o lievitate per le famiglie e addirittura anche per le attività produttive. Ovviamente non è così, anzi, ma è del tutto normale commentare una tassa e la qualità del servizio che la stessa finanzia, quello che non è normale è alimentare disinformazione e confusione. Pertanto, viste le tante inesattezze che si leggono, spesso alimentate ad arte, crediamo sia opportuno chiarire alcuni aspetti al solo fine di ripristinare la verità e dare informazioni corrette ai contribuenti>. Continuano Cacciarella e Guerriero: <Vanno distinti i commenti che sono di due tipi: quelli in buona fede e quelli politicizzati. È in buona fede chi non ha letto attentamente l’avviso, chi non ha confrontato il totale 2016 con il totale 2015, ma che erroneamente ha confrontato l’avviso 2016 con l’acconto 2015, dando per scontato che a dicembre arriverà il saldo 2016. Ma così non è perché a dicembre non arriverà nessun saldo. Va ricordato infatti che lo scorso anno sono arrivati due avvisi, l’acconto a giugno e il saldo a dicembre, mentre quest’anno è arrivato un unico avviso a giugno, che si può pagare in unica soluzione oppure in quattro rate>. Si sottolinea, dunque, come non ci siano stati aumenti: <Facendo dunque i giusti confronti ognuno potrà verificare che non ci troviamo davanti ad aumenti tariffari, ma anzi per le attività produttive si registrano ancora leggeri cali, dopo le importanti riduzioni degli ultimi due anni. Non si registrano cali per le famiglie, è vero, anzi forse in alcuni casi si può registrare qualche euro di differenza a secondo del nucleo familiare e questo dato ha una duplice lettura: la prima è dovuta al Piano Economico Finanziario del 2016 con il quale abbiamo dovuto coprire anche gli arretrati per i mancati adeguamenti tariffari che la SAF ha chiesto a tutti i comuni, forte di una sentenza alla quale noi abbiamo fatto ricorso ma che intanto dobbiamo pagare; la seconda è dovuta al famoso contratto che abbiamo ereditato e che non premia l’ottimo lavoro che i cittadini svolgono e che ha portato Ceprano tra i comuni virtuosi per quantità di differenziata prodotta>. Conclude la nota: <Ricordiamo ancora, in particolare ai commentatori politicanti che alimentano la disinformazione e che dimostrano di non saper leggere nemmeno un avviso, che grazie a questo contratto che non prevede lo spazzamento delle strade e che attribuisce la proprietà del rifiuto al gestore siamo in continuo affanno con il decoro della città e gli utili della differenziata prodotta non possono essere utilizzati per abbattere i costi (fissi). In sintesi, vanno bene le critiche, è più che legittimo chiedersi il perché nonostante il 66% raggiunto la tariffa non scende come dovrebbe, ma almeno ragioniamo sui numeri reali e non sulle bufale. Per il resto, lasciamo ai politicanti senza memoria il gioco della disinformazione che tanto li fa divertire sui social>. CAP
