Appassionare e sensibilizzare per costruire un nuovo percorso di vita: sono state queste le linee guida della giornata di mercoledì 15 giugno alla Casa Circondariale di Cassino che ha visto i detenuti attori protagonisti dello spettacolo teatrale “Alla ricerca del tempo perduto”.
<Un risultato sorprendente. Una scenografia essenziale, ridotta a semplici lenzuoli bianchi ad alludere a quinte e fondali, senza un’ambientazione (di cui peraltro non c’era bisogno, trattando temi eterni e universali) – si legge nell’articolo sul sito www.diocesisora.it a firma di Antonio Letta – e senza neppure una parvenza di sipario, ma valida la finzione scenica, coinvolgente e profonda la sceneggiatura, ottimo il ritmo narrativo, di livello la recitazione e il canto, a cappella, efficace il gioco di squadra degli attori, che sapevano essere corpo unico, ma portando in campo ognuno la propria soggettività>.
<E’ quanto hanno potuto constatare e ammirare gli intervenuti allo spettacolo teatrale conclusivo di mesi di laboratorio, “Alla ricerca del tempo perduto”, liberamente tratto dalla Recherche di Marcel Proust. Frutto del progetto LeTeatroCose – La Memoriafinanziato dalle Officine di Teatro Sociale (2015-2016) della Regione Lazio e svolto dall’associazione MUSES. Il laboratorio, condotto dalla bravissima Paola Iacobone con la collaborazione di Noa Persiani, ha impegnato da ottobre i detenuti del carcere della città martire in un percorso teatrale inteso ad esplorare la memoria e indagarla come capacità di progettare il proprio futuro>.
