Si reca presso la Casa della Salute di Atina per effettuare alcune analisi, ma sull’impegnativa medica manca il codice di esenzione dal pagamento del ticket. Rabbia e disappunto per una giovane di Alvito che questa mattina non ha potuto sottoporsi alle analisi richieste.
“Se almeno sulla sanità – racconta la donna malcapitata – si provvedesse una volta per tutte ad abbreviare discutibili lungaggini burocratiche o semplici cavilli, la nostra salute fisica e psicologica ne gioverebbe alla grande. Questa mattina, una semplice prassi si è trasformata in un vero e proprio incubo. Mi reco allo sportello presso la sede della Casa della Salute di Atina che esercita per i Comuni del Distretto ‘C’, provvista di un’impegnativa prescritta dal mio medico. Alla vista della prescrizione mi viene rifiutata l’esenzione dal pagamento del ticket poiché mancava il codice richiesto per accedere a tale pratica. Allora chiedo gentilmente come trovarlo e aggiungerlo al momento. Mi viene detto che sarebbe stato compito del medico prescrittore. Così lo chiamo telefonicamente e mi risponde sorpreso. Non era al corrente di questa prassi, anzi, convinto che dovesse occuparsene la Asl. Ma di sicuro non potevo inventarlo io! A quanto pare, per l’intera mattinata, cercando disperatamente di risolvere in brevi tempi la faccenda, da ambo le parti nessuno ha saputo darmi una risposta concreta. Il risultato è stato una totale perdita di tempo, una giornata lavorativa persa e l’impossibilità di effettuare le analisi richieste. Ora sono in attesa che il mio medico si informi meglio sulla procedura”. Che dire, perdersi per qualche cifra, come un codice, è davvero il vizio ricorrente nel nostro bel Paese! Caterina Paglia
