Il Tar di Latina, con la sentenza numero 384/2016, ha respinto il ricorso presentato da coloro che hanno subito l’esproprio per la costruzione del nuovo casello autostradale. L’oggetto del contendere riguarda la somma da liquidare ai ricorrenti, con la sentenza del Tar di Latina che, riconoscendo la serietà del lavoro svolto dal Commissario ad acta, rimanda ancora una volta a quest’ultimo la definizione della somma da liquidare. La dottoressa Rita Blasi avrà il compito di attivare le procedure amministrative per il risarcimento del danno ai sette privati interessati. Per fare chiarezza su questa vicenda, stando alla tempistica in situazioni analoghe, potrebbero essere necessari ancora tra i tre e i quattro mesi.
Sulla vicenda interviene il sindaco Marco Galli, che non nasconde la soddisfazione per questa sentenza, dopo che la vicenda aveva provocato un mare di polemiche: <Quello che si sta delineando in merito alla vicenda degli espropri per la costruzione del casello autostradale, dimostra la solidità delle osservazioni mosse dagli uffici del comune alla perizia che quantificava in oltre 2 milioni di euro la somma da corrispondere ai ricorrenti. Resto dell’idea che agli aventi diritto vada corrisposta una cifra congrua rispetto al danno subito ed è per questo che si è giunti alla nomina del Commissario ad acta. La sentenza del Tar di Latina conferma di fatto il principio del giusto ristoro>. Continua Marco Galli, parlando anche di situazioni analoghe: <Questa vicenda, per certi versi, somiglia a quella degli usi civici per i quali il comune avrebbe dovuto ottenere dalla Società Autostrade una cifra già concordata e ratificata in consiglio nel 2013. Noi abbiamo ritenuto quella somma del tutto insufficiente, per cui abbiamo proseguito l’iter giudiziario avendo, in questa fase, anche l’appoggio della Regione che non ha ritenuto legittimo l’accordo del 2013. A breve anche quest’ultima vicenda troverà la sua conclusione che, sono certo, sarà più favorevole all’Ente rispetto a quanto concordato dalla precedente Amministrazione>. Conclude Marco Galli: <Anche questo dimostra un evidente cambiamento in atto a Ceprano: l’Ente paga il giusto e, contestualmente, ottiene il giusto>. CAP
