Sora – Parto meno doloroso con la mascherina: un sogno divenuto realtà

robpst
3 MIn Lettura
Partorire senza dolore è certamente il sogno di ogni mamma. E nonostante il progredire rapido della scienza resterà, forse, solo un sogno. Ma nel reparto di Ginecologia ed Ostetricia dell’ospedale SS. Trinità di Sora, unico nosocomio in provincia ed uno dei pochissimi in Italia dove si pratica questa tecnica, è però possibile partorire riducendo sensibilmente il dolore. Come? Attraverso la terapia analgesica inalatoria. Si tratta di un metodo rapido, non invasivo e facile da somministrare. Una miscela equimolare di ossigeno e protossido di azoto viene inalata, dal momento in cui inizia il travaglio, per mezzo di una mascherina facciale gestita direttamente dalla partoriente.

Dal mese di febbraio, dopo una prima fase sperimentale, tante donne hanno partorito nel reparto sorano diretto dal dott. Costantino Testani, reparto fiore all’occhiello della sanità locale e provinciale, con questo aiuto che riduce il dolore notevolmente: su una scala da 1 a 10 il dolore del travaglio e del parto può ridursi anche di 4 o 5 unità. Tra i vantaggi anche quello di aumentare la sicurezza per la madre ed il bambino, partecipando senza stress al parto naturale. Gli effetti collaterali sono minimi: sonnolenza, vertigini e talvolta nausea che scompaiono sospendendo l’inalazione. Non ci sono effetti negativi su respirazione, circolazione, capacità di spinta. Anzi riduce il tempo di travaglio ed aiuta la mamma nella fase finale di espulsione ed è autoregolato dalla stessa in base alla propria soglia del dolore. Abbiamo intervistato una giovane mamma, Francesca Rotondi, che ha partorito la piccola Isabella in due ore e mezza, dall’inizio del travaglio al primo vagito: <Entrata in sala parto – ha raccontato poche ore dopo aver partorito – con le contrazioni fortissime ho messo la mascherina e, iniziando a respirare ogni qualvolta arrivava la contrazione, mi sono rilassata e il dolore è andato scemando diventando sopportabilissimo. Ho tolto la mascherina prima delle ultime spinte che hanno preceduto la nascita di Isabella. Lo consiglio a tutte: mi sono goduta il parto e sono già pronta per il secondo figlio>. Tra i risvolti anche quello di diminuire le anestesie epidurali, certamente più impegnative e talvolta con effetti collaterali: <Con i colleghi abbiamo lottato per due anni, ci abbiamo creduto e alla fine ce l’abbiamo fatta – ha detto il dott. Fulvio Caracciolo, direttore di Rianimazione e Anestesia –. La partoanalgesia, che avviene utilizzando il protoxan, è un insieme di metodiche che riducono il dolore nella fase del travaglio o del parto mantenendo il più possibile inalterate le altre sensibilità>. Oltre trecento i parti effettuati in questo modo negli ultimi mesi nel reparto dove il personale altamente qualificato e formato ha avuto modo di constatare i vantaggi derivanti dall’utilizzo di questa metodica: tutte le mamme ora vogliono la mascherina. Roberta Pugliesi
TAGGED:
Condividi questo articolo
Nessun commento