Si è svolto martedì mattina, presso il Campus Folcara, il Convegno dal titolo “Social Guerrilla: la comunicazione non convenzionale nel campo del no Profit”, organizzato da Uland Communication, Agenzia di Marketing e Comunicazione, che ha in gestione la Web Tv&Radio dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. Ospite di rilievo nazionale il Prof. Paolo Peverini, docente di Linguaggi e Nuovi Media presso l’Università Luiss Guido Carli e grande esperto in Social Guerrilla, accompagnato dal Prof. Riccardo Finocchi, docente Unicas di Comunicazione Multimediale.

Molti i momenti salienti del convegno da ripercorrere: in primis il ricordo del semiologo di fama internazionale
Umberto Eco, punto di riferimento e maestro dei due professori ospiti, entrambi membri dell’AISS, Associazione italiana di Studi Semiotici, fondata dallo stesso Eco, con cui i due relatori hanno avuto spesso il piacere di condividere momenti di studio e approfondimenti teorici. “Obiettivo dell’evento- ha dichiarato il Team Uland- era quello di
porre enfasi sulle nuove frontiere della comunicazione applicate alla sfera del settore no Profit, dimostrando, attraverso teorie consolidate e ad esempi concreti, come esse siano spesso più efficaci nel catturare l’attenzione dei media e l’interesse delle persone; non solo: il Guerrilla Marketing è in grado di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti delle tematiche affrontate e riesce altresì a spingere gli utenti/spettatori verso comportamenti attivi nell’impegno pro-sociale. Il tutto confermato dal
Prof. Peverini, il quale si è vivamente complimentato con l’Ateneo di Cassino per aver dato spazio nella propria offerta formativa a materie importanti come la
semiotica e la
comunicazione multimediale: materie che hanno costituito l’humus e la carta vincente nella formazione e crescita professionale del team Uland. Lo stesso Peverini ha sottolineato come, nel realizzare efficaci campagne di marketing non convenzionale, sia indispensabile unire la teoria ad uno studio assiduo e costante. In questo settore altamente innovativo, dove nulla va improvvisato, tutto deve essere perfettamente in sinergia: dalla strategia progettuale, alla scelta della tattica e delle tecniche messe in campo.
Non a caso il Guerrilla Marketing fa propria la terminologia del mondo militare: attacco, azione, mimesi, imboscata, diventano così termini focali per un perfetto coordinamento delle forze “creative” ai fini della buona riuscita di una pubblicità pro-sociale alternativa.
Per molte
realtà no Profit il non convenzionale diventa un’ottima soluzione da
affiancare ai tradizionali canali di comunicazione, in quanto si riesce ad ottenere il massimo della visibilità con il

minimo degli investimenti.
La scarsità delle risorse, di cui spesso dispongono le associazioni ed enti no Profit, non solo locali ma anche internazioni, tra cui WWF, Unicef, Fao ecc… fa sì che il Guerrilla diventi un’arma straordinaria per (ri)portare la giusta attenzione mediatica su temi molto spesso dimenticati dai tradizionali mezzi di comunicazione. La forza motrice risiede nella straordinarietà delle idee, nella creatività, nella capacità di
elaborare e pianificare strategie di attacco mirato al cuore dei consumatori, i quali, utilizzando il linguaggio semiotico, assumono imprescindibilmente ruoli attanziali non passivi. L’utente vive in prima persona l’esperienza “Social Guerrilla”, diventando parte integrante della campagna stessa.
Il Guerrilla penetra nel contesto urbano, attacca nei momenti in cui le difese nei confronti dei messaggi pubblicitari sono basse, attira inevitabilmente l’attenzione e scuote le coscienze nell’immediato e ne facilita il ricordo negli anni: non esistono spot televisivi o immagini promozionali su carta stampata semplicemente da osservare e poi riporre nel dimenticatoio.
Ritornando agli insegnamenti di Umberto Eco, secondo paolo Peverini, Il Guerrilla è un testo a tutti gli effetti scomponibile e analizzabile in tutte le sue parti, dalle immagini video alle musiche audio, dal testo verbale alle immagini fotografiche, dove più linguaggi si uniscono nel creare un linguaggio sinergico e vincente.
L’analisi semiotico- testuale dell’azione e la successiva elaborazione del suo contenuto costituiscono la base per potenziare le strategie e le tecniche da utilizzare nelle campagne no profit future. Per questo motivo lo studio è imprescindibile dalla
pratica sperimentale.
Volendo fare un esempio, secondo Peverini, lo stesso termine “ Virale” applicato al Marketing risulta essere utilizzato non correttamente. Per consuetudine per
Viral Marketing si intende la
propagazione e diffusione accelerata di un contenuto nel Web, attraverso la
condivisione irrazionale da parte degli utenti internauti, specie nei Social Network, da facebook a YouTube.
Ma non è esattamente così. Nella sua relazione il Professore spiega ai presenti che un contenuto viene condiviso da un soggetto attivo non solo perché è ritenuto interessante o semplicemente perché condiviso dalla propria cerchia di “amici”.
Il messaggio è condiviso solo quando è realmente in sintonia con i propri valori culturali e più intimi. Un video o un contenuto multimediale non si propaga come un virus “incontrollabile”, ma sono gli utenti stessi che scelgono autonomamente se condividerlo o difendersi dal suo “contagio”.

Il convegno si conclude con una profonda riflessione sull’
etica professionale del “pubblicitario” non convenzionale. Il Guerrilla Marketing si configura come un’attività pubblicitaria a tutti gli effetti, che integra sinergicamente nella pianificazione della campagna sia media tradizionali sia alternativi.
La linea di confine tra profit e no profit è molto sottile.
Un
buon Guerrillero è colui che
utilizza creatività e competenza strategica per il bene della collettività. Uland Communication, ad oggi, è una delle poche realtà che sceglie di non adottare le idee sperimentate nel settore pro-sociale anche nel campo commerciale. Per ogni brand o prodotto da promuovere, sociale e non, è bene adottare strategie comunicative diverse e mai “prendere dal no profit” per fortificare il commerciale.