Scuola – Rimescolamento cattedre, la protesta del sindacato Aief

Alessandro Andrelli
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Docenti, è in arrivo la mobilità-lotteria: si chiede il trasferimento di sede, ma si ottiene l’insegnamento in un’altra materia. La protesta arriva da Aief, Associazione Sindacale Professionale.

  “A giorni – si legge nella nota Anief – comincerà la pubblicazione dei movimenti della prima fase di mobilità: si inizierà con la scuola primaria e poi man mano si procederà con i docenti degli altri corsi scolastici. Ne scopriranno delle belle. Perché a questi docenti – parliamo di scuola secondaria, quindi medie e superiori – è stato chiesto di presentare domanda inserendo una classe di concorso sulla base delle vecchie tabelle, malgrado a metà febbraio fossero state pubblicate le nuove. Solo che il conferimento delle nuove sedi di servizio dei docenti avverrà invece con le nuove classi concorsuali. Con tutte le conseguenze del caso. Il rimescolamento delle cattedre produrrà l’effetto di portare nelle nuove discipline dei docenti privi di specifica abilitazione all’insegnamento. I quali avevano chiesto solo un trasferimento, ma non certo di insegnare un’altra materia”. Questo il commento del presidente Anief, Marcello Pacifico: “Siamo di fronte a una situazione assurda. Perché le regole del ‘gioco’ si stabiliscono prima. E non a gara in corso. A pagarne le conseguenze negative saranno gli studenti: privati dei docenti esperti e messi davanti a prof improvvisati su discipline che all’Università hanno appena sfiorato“. Sono circa 250mila quest’anno i docenti della scuola pubblica italiana coinvolti nei trasferimenti. E la maggior parte di loro ha tutte le ragioni per incrociare le dita. Perché non bastava che molti di loro, a partire dai 50mila neo-assunti con il ‘potenziamento’, andassero a finire dentro il rebus degli albi territoriali, introdotto con il discusso comma 108 della legge n. 107/2015; non bastava che i sindacati più rappresentativi approvassero un contratto sulla mobilità con quattro fasi e otto sotto-fasi, finalizzata a trattare in maniera differente un docente se assunto in un anno scolastico (prima del 2014/2015) o nell’altro (2015/2016), a seconda del piano straordinario della ‘Buona Scuola’, se immessi in ruolo da graduatoria di merito o ad esaurimento oppure se la richiesta sia stata formulata a livello provinciale o interprovinciale. “Il problema diventerà ancora più cogente l’anno prossimo– continua il sindacalista Anief-Cisal – quando si creerà un unico calderone di cattedre, composto da 650mila posti, derivanti dalla fusione dell’organico di diritto con quello di fatto e di potenziamento, che faranno spostare i docenti con una logica in molti casi simile a quella dei vasi comunicanti. A pagarne le conseguenze negative, anche se questo non importa forse a nessuno, saranno gli studenti: privati dei docenti esperti e, invece, messi davanti a prof improvvisati su materie che all’Università hanno appena sfiorato”. Chissà quanti insegnanti della provincia di Frosinone saranno coinvolti in questa vicenda. La Redazione
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