“Le notizie circa il superamento delle soglie respirometriche da parte dell’impianto Saf di Colfelice meritano attenzione massima e sollecito intervento. In sostanza, quanto emerge evidenzia come l’impianto, trattando i rifiuti, superi le soglie previste per legge rispetto all’impatto ambientale in termini di odori nauseabondi. Come sindaco di Roccasecca rappresento una problematica di estrema evidenza e un disagio non sopportabile e chiedo che il nostro territorio venga tutelato e salvaguardato. Mi recherò personalmente presso gli impianti di Colfelice per constatare di persona lo stato dei fatti e offrire la collaborazione della nostra Amministrazione per superare questa criticità, anche considerando la presenza di centraline di rilevamento Arpa sul nostro comune”. E’ quanto afferma in una nota il sindaco di Roccasecca Giovanni Giorgio.
“Quanto si apprende in merito alle soglie respirometriche si inserisce nel contesto dei procedimenti per il rinnovo delle autorizzazioni Aia per la Saf di Colfelice. Il Comune di Roccasecca ha già chiesto la possibilità di essere ammesso a partecipare anche alla Conferenza dei Servizi per l’autorizzazione integrata ambientale della Saf, dopo avere preso parte a tutto l’iter che ha interessato Cerreto”.
“A quanto è dato sapere dalle analisi disposte dalla Procura di Cassino, la Saf sforerebbe i limiti previsti per legge rispetto agli odori nauseabondi. Un dato che conferma quello che abbiamo sempre sostenuto, ossia che la puzza non viene dalla discarica di Cerreto ma dalla Saf di Colfelice.
Proprio per questo, chiedo con forza che si intervenga subito perché l’aspetto più preoccupante della vicenda è che ora la Saf può ricevere i rifiuti di tutta la provincia, ma non può trattarli, dunque rimangono accatastati sul terreno. E del tutto evidente, che questa situazione di sicuro acuisce e acuirà il problema odori nauseabondi.
La necessità reale è quella di ripensare in maniera complessiva il sistema del trattamento dei rifiuti in provincia di Frosinone a partire proprio dall’impianto di Colfelice che non funziona come dovrebbe e che le analisi, stanno dimostrando, essere il punto centrale del problema, soprattutto l’origine degli odori nauseabondi e di tutte le implicazioni connesse. Forse è su questo aspetto che occorrerebbe concentrare l’attenzione da parte di tutti. Il rischio reale e più problematico potrebbe essere infatti che da tale situazione si determini una stato di emergenza rifiuti sul territorio provinciale, dunque il Commissariamento che avrebbe effetti negativi e deleteri per tutti e che va scongiurato proprio al fine di evitare ulteriore dazio, rispetto a quanto già questa terra ha sofferto e con l’ulteriore beffa dell’aumento dei costi. Occorre lucidità, determinazione e buon senso”.
