Ospite esclusivo della puntata odierna di “Passione Frosinone”, in onda su Radio Day, l’emittente ufficiale del Frosinone Calcio al quale collabora anche la redazione sportiva di Tg24.info è il centrocampista Robert Gucher. Ecco le sue dichiarazioni:
“L’immagine di questi anni che mi torna alla mente è il gol di Frara con il Lecce. Tutto è partito da lì. Ieri è stata una giornata triste, ma il saluto dei tifosi alla fine ci ha emozionato tutti. Dopo una retrocessione in Italia vedere quelle scene allo stadio è stato qualcosa di unico. Peccato essere retrocessi, c’erano le possibilità di salvezza. Ho un altro anno di contratto. Mi è stato proposto il prolungamento, ma ho voluto aspettare la fine di questa stagione. Ho ottimi rapporti con il presidente, vedremo quali saranno le idee e i progetti. Chi ci sarà in panchina. Difficile ora dire cosa succederà. Nel calcio succedono tante cose, ci sono periodi buoni e periodi negativi. Purtroppo a me dopo la Nazionale è successo. E’ normale che non giocare dopo quella convocazione non mi ha fatto piacere. Ho cercato di fare del mio meglio, impegnandomi ogni giorno di più e alla fine ho trovato spazio. Dall’infortunio di Frara con la Fiorentina, senza riscaldamento, ho dimostrato quanta rabbia avevo e quanto ci tenevo a giocare. L’esordio con il Torino al Matusa è stato una bella emozione. Lo scambio tra capitani con Totti e con Biglia sono ricordi indelebili per me e questi non si potranno mai cancellare. Noi dobbiamo guardare in casa nostra per il bene della nostra maglia e dei nostri tifosi. Abbiamo dimostrato di essere all’altezza della serie A, poi purtroppo i risultati non ci hanno aiutato. Durante l’anno i tifosi, la gente di Frosinone ci ha sempre sostenuto e ci ha chiesto sempre di mettercela tutta e così abbiamo provato a fare. Rimpianti ne ho. Se analizziamo le gare, sicuramente potevamo fare di più. Ce la siamo giocata fino alla fine, ma in alcune gare potevamo sfruttare meglio la stagione. L’esperienza probabilmente è stato un fattore determinante. Un anno del genere, con tante squadre in difficoltà in zona salvezza, difficilmente tornerà. Purtroppo è andata così. Sicuramente un giorno dovrò andar via da questa città e da questa società. Non so quando accadrà. Noi facciamo un lavoro che non ci permette di rimanere per sempre in una città. L’obiettivo è quello di trovare una società, o aspettare una chiamata importante, ma questo poi non vuol dire che se arriva la chiamata poi tutto mi porti ad andare via. Cambiare aria in serie B per me non ha senso. Ognuno di noi farà tesoro dell’esperienza in serie A. A fine stagione, ognuno di noi farà le sue valutazioni. Non ha senso arrivare ai massimi livelli e poi non avere spazio, quindi al momento giusto farò le mie valutazioni con la massima serenità. Il livello fisico della serie A è notevolmente diverso. Cambia molto il possesso palla, non c’è difensore che perde palla facilmente. Nelle prime gare la vera difficoltà è stata quella, non riuscire a giocare in maniera diversa rispetto a quanto fatto in precedenza. Come abbiamo dimostrato sempre quest’anno anche a Napoli ce la metteremo tutta, soprattutto nel rispetto dei nostri tifosi. Sappiamo il valore del Napoli, e l’obiettivo per il quale scenderanno in campo. Vedremo se a fine gara ci vorranno più bene i tifosi della Roma e del Napoli. Il gol mi è mancato quest’anno. Mi sarebbe piaciuto poter aiutare la squadra anche in questo. Anche ieri con il Sassuolo ho avuto un’occasione ghiotta. Ho segnato in tutte le categorie e quello in A mi manca. Grazie a tutti… andiamo avanti così e riproviamoci… vedremo insieme cosa succederà. Grazie di cuore!!!” Alessandro Andrelli
