“Igiene Intima e Prevenzione”, è il titolo dell’ultimo appuntamento con “Incontri a Tema”. L’incontro col dr Raffaele di Sarno (specialista in ostetricia e ginecologia, dirigente medico I livello – ospedale civile S.Scolastica Cassino) è in programma per domani, martedì 8 gennaio 2013, alle ore 16:30 nella Sala Polivalente della Farmacia Europa a Cassino.
Tema dell’incontro è l’igiene intima e la prevenzione con particolare attenzione al papillomavirus che è il vero protagonista dell’incontro. Quindi dopo una breve introduzione si entrerà, con decisione, nel tema affrontandolo soprattutto dal punto di vista dell’informazione e della profilassi. Che cosa è l’HPV? Come si trasmette? Papilloma Virus Umano o HPV (acronimo di “Human Papilloma Virus” ) è un virus appartenente alla famiglia dei Papillomaviridae. Le infezioni da HPV sono estremamente diffuse e possono causare malattie della cute e delle mucose. Ad oggi sono stati identificati oltre 100 tipi di Hpv che infettano l’uomo e, tra questi, circa 40 sono risultati associati a patologie del tratto ano-genitale, sia benigne che maligne. Il virus Hpv si trasmette essenzialmente per via sessuale, attraverso il contatto con cute o mucose. I microtraumi che avvengono durante i rapporti sessuali potrebbero favorire la trasmissione. La trasmissione attraverso contatti genitali non penetrativi è possibile, pertanto l’uso del preservativo, sebbene riduca il rischio di infezione, non lo elimina totalmente dal momento che il virus può infettare anche la cute non protetta dal profilattico. Numerosi studi concordano nel ritenere la giovane età, il numero dei partner sessuali, la giovane età al momento del primo rapporto sessuale, la scarsa igiene, l’utilizzo di servizi igienici sporchi, i fattori di rischio più rilevanti per l’acquisizione dell’infezione da Hpv. Che problemi può dare? Solitamente l’infezione provocata da questo virus non causa nessuna alterazione e si risolve da sola. Le lesioni che colpiscono la cute e le mucose sono in grado di causare lesioni dermatologiche (condilomi, verruche). In una minoranza di casi invece provoca delle lesioni a livello del collo dell’utero. La maggior parte di esse guarisce spontaneamente ma alcune, se non curate, progrediscono lentamente verso forme tumorali. Quale è la storia della malattia? Oggi sappiamo che il cancro del collo dell’utero ha nell’Hpv la causa. Per fortuna, la maggior parte delle infezioni da Hpv è transitoria, perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. Il 60-90% delle infezioni da Hpv si risolve spontaneamente entro 1-2 anni dal contagio. La persistenza dell’infezione virale è invece la condizione necessaria per l’evoluzione verso il carcinoma. In questo caso, si possono sviluppare lesioni precancerose che possono progredire fino al cancro della cervice. In caso di infezione persistente, il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza del carcinoma cervicale può essere di decenni (10-20 anni) . Quali sono le tecniche di prevenzione? La prevenzione secondaria del cervicocarcinoma si attua attraverso la diagnosi precoce di potenziali precursori del carcinoma invasivo. Fino a poco tempo fa, l’unico modo per prevenire il carcinoma cervicale era attraverso il pap-test: uno screening citologico cervicale che consente di identificare le lesioni precancerose e di intervenire prima che evolvano in carcinoma. Programmi di screening del cervicocarcinoma basati sul Pap-test sono in atto da molti anni nella maggior parte dei Paesi industrializzati; in Italia è tuttora raccomandato ogni due-tre anni per le donne tra 25 e 64 anni. Si stima che il Pap-test eseguito a intervalli regolari riduca il rischio di sviluppare un tumore cervicale invasivo di almeno il 70%. Oggi esiste un’ulteriore possibilità di screening, attraverso l’Hpv test. Si tratta di un test molecolare che ricerca il Dna di Hpv ad alto rischio oncogeno. Il ruolo eziologico dell’Hpv nell’insorgenza dei tumori cervicali ha aperto la strada alla prevenzione primaria attraverso la vaccinazione. Al momento sono disponibili due vaccini preventivi contro l’Hpv: il vaccino quadrivalente e il vaccino bivalente, autorizzati in Europa a settembre 2006 e 2007 rispettivamente. In Italia la vaccinazione è offerta attivamente e gratuitamente alle ragazze nel dodicesimo anno di vita dal 2007, con un’adesione di circa il 70%. In talune Regioni l’offerta è stata allargata anche a ragazze più grandi (la fascia di età è variabile tra le Regioni) e dal 2015 alcune Regioni offrono il vaccino anche ai maschi nel dodicesimo anno di vita. La conoscenza dell’Hpv e le possibili misure preventive e terapeutiche riescono a tenere lontane le temibili complicanze dell’infezione che può sfociare fino all’insorgenza della neoplasia.
