Tentata induzione indebita e possesso di documenti falsi: l’ex sindaco di Ceprano Giovanni Sorge è stato condannato a due anni e dieci mesi di reclusione.
Ieri, presso il tribunale di Frosinone, la sentenza. L’ex sindaco è stato anche interdetto dai pubblici uffici per 5 anni, mentre i danni alla parte civile dovranno essere valutati in sede civile. Il procuratore capo Giuseppe De Falco aveva chiesto sei anni di reclusione per due tentativi di concussione nell’ambito del progetto di riqualificazione ambientale dell’ex Ramazzotti a Ceprano e per il possesso di documenti falsi. La difesa, rappresentata dagli avvocati Calogero Nobile e Giosuè Bruno Naso, ha annunciato ricorso in appello una volta lette le motivazioni che saranno depositate nei prossimi 90 giorni. In sostanza dunque, i giudici hanno assolto Sorge dal primo capo d’imputazione, quello che parlava di una richiesta di danaro al rappresentante di una ditta svizzera. La procura aveva ipotizzato che nella realizzazione dell’impianto fotovoltaico, Sorge avrebbe imposto, al rappresentante della società svizzera, per la bonifica del sito dell’ex Ramazzotti una ditta a lui vicino al quale chiedere poi vantaggi economici, perché la stessa ditta doveva dei soldi a Sorge per crediti commerciali. Ma il Tribunale lo ha assolto “perché il fatto non sussiste”. L’altra tentata concussione è stata riformulata in tentata induzione indebita. A Sorge è stata contestata la presunta richiesta di danaro, pari al 10 percento per importo da 770 mila euro sempre per la bonifica del sito di Selvapiana, al titolare di un’altra ditta. I soldi sarebbero dovuti passare tramite sponsorizzazione ad una società di calcio vicina a Sorge. In questo caso è stato condannato a un anno e sei mesi. Infine c’è stata la condanna a un anno e quattro mesi per possesso di documenti falsi con i quali Sorge si sarebbe procurato schede telefoniche “pulite”.
