Cassino – Vandali distruggono il giardino del Senso Civico

Irene Mizzoni
5 MIn Lettura
Distrutto il giardino del Senso Civico dedicato a Roberto Mancini ed inaugurato lo scorso 15 aprile alla presenza della vedova del poliziotto eroe che ha scoperto la ‘Terra dei Fuochi’.

parco2Un raid commesso da teppisti ha portato a danneggiare, spezzare e sbriciolato, le mani in gesso realizzate dai ragazzi del liceo artistico di Cassino che rappresentavano, con le annesse bandierine del tricolore anche quelle rubate, le vite spezzate dai rifiuti tossici in Italia e nella ‘terra dei fuochi’. Sul grave episodio stanno ora indagando gli agenti del Commissariato di Cassino. Ang.Nic.
L’assessore alla Polizia Locale Igor Fonte ha commentato cos’ l’episodio: “Pensare di non poter mettere una pianta, o creare un’aiuola in un giardino pubblico senza correre il rischio di veder sparire ci mette tutti in guardia sugli sforzi ancora da compiere sul piano della cultura e della legalità. Detto questo non credo che a distruggere il giardinetto del senso civico, creato di recente all’interno della villa comunale, siano stati dei vandali che, e per fortuna che non è successo, avrebbero distrutto anche le altre aiuole e le altre sculture. Chi ha preso di mira quel monumento a ricordo dell’eroe Roberto Mancini lo ha fatto con un preciso intento. Sono state spezzate le mani, le dita delle sculture e sono state portate via le bandiere che rappresentavano i nostri connazionali uccisi dai rifiuti tossici. Un gesto vile che non ci ferma. Anzi, ancora con più forza, andiamo avanti nel nostro percorso di sensibilizzazione alla cultura della legalità. Invito tutti i cittadini onesti di Cassino in questi giorni a portare una piantina presso l’aiuola Roberto Mancini in segno di rispetto verso tutte le vittime causate dai rifiuti tossici interrati e di condanna verso gli incivili che hanno compiuto questo scellerato gesto.” “Colpire i simboli del vivere civile significa attentare alla libertà di ognuno di noi. Infangare la memoria di un uomo di Stato attorno alla quale si concentrano e si rafforzano le energie di chi, ogni giorno, combatte il malaffare significa mettere in discussione gli equilibri su cui si fonda la vita delle nostre comunità. Colpire l’idea stessa di pulizia e rettitudine morale che Cassino ha inteso celebrare onorando Roberto Mancini significa offendere chiunque creda in un futuro migliore. A nome di Formia e mio personale, intendo esprimere la più sincera solidarietà al Sindaco, all’Amministrazione comunale e all’intera città di Cassino. Un atto così grave, su cui spero venga fatta al più presto chiarezza, non può fermare l’impegno di chi opera per garantire la supremazia dei valori di legalità e civile convivenza”. Così il Sindaco di Formia Sandro Bartolomeo sull’atto vandalico che ha avuto come bersaglio il Giardino del Senso Civico di Cassino, dedicato a Roberto Mancini, il poliziotto che scoprì le ecomafie. <Un altro episodio di vandalismo contro un simbolo della legalità a Cassino. Stavolta è toccato alle mani che, sollevandosi dal terreno, vogliono ricordare le vittime dell’inquinamento criminale dei territori contro il quale, troppo spesso, poco si è fatto. Nel silenzio che, per anni, ha protetto gli untori mafiosi e non, in questa provincia come nel resto d’Italia, una voce ha urlato forte contro il malaffare, facendo accendere i fari sul buio della terra dei fuochi e sugli sporchi affari in questo territorio. Roberto Mancini, ispettore di polizia, ha rappresentato la punta più avanzata nel contrasto agli sporchi traffici delle organizzazioni criminali e il suo impegno sul campo lo ha pagato con vita, ammalandosi per aver respirato l’aria fetida dei siti avvelenati. Mi chiedo perché accanirsi contro quell’opera semplice ma significativa che ricordava quest’uomo. Un uomo cui questa provincia deve qualcosa, se è vero, come scritto negli atti, che la banca “lavatrice”, che doveva custodire e ripulire i soldi sporchi dei casalesi, provento dell’avvelenamento dei territori, non aprì grazie alle sue indagini. Già perché quella banca doveva aprire qui in Ciociaria a Cassino, ma Roberto arrivò in tempo e l’operazione, immaginata da imprenditori locali e criminali sul più bello saltò. Ora è doveroso rispondere perché sia chiaro che questa terra ha scelto di stare, senza se e senza ma, dalla parte di “Roberto”>. Così ha commentato l’episodio il Sindaco di Ceprano, Marco Galli.
Condividi questo articolo
Nessun commento