Dopo il pari al 90′ su rigore e la traversa di Balotelli al 95′ con il Frosinone, ha parlato per il Milan in sala stampa il tecnico, Cristian Brocchi. Ecco le sue dichiarazioni:
“Una partita dove il Milan ha dato dei segnali. Ha creato tante occasioni, senza soffrire troppo. Il Frosinone ha tirato 4 volte e ha fatto 3 volte. Noi a differenza di altre gare abbiamo tirato tanto e raccolto non quanto dovevamo. Oggi ho visto una squadra che ha macinato gioco, ha cercato di creare situazioni pericolosi. Io non mi sono mai sentito un colpevole, ma sono sempre un responsabile. Oggi, però, a differenza della gara con l’Hellas, non posso dire che abbiamo giocato male. Chi sta nel calcio da tanti anni sa che al Milan sono subentrati tanti fattori esterni determinanti. E’ chiaro che in casa il Milan non può prendere tre gol, ma sono convinto che abbiamo fatto un passo in avanti. Non posso essere contento della mia gestione, è ovvio. Non puoi esser contento, nessuno lo potrebbe essere. Se uno estrapola il risultato, non si può dire che oggi abbiamo fatto peggio di altre volte, anzi abbiamo fatto decisamente meglio. E’ fuori discussione che l’obiettivo è l’Europa e che il pari con il Frosinone ci complica la vita. Io devo guardare molti elementi e dico che abbiamo fatto dei passi in avanti. I giocatori sono concentrati sul campo. Io da giocatore non vivevo i problemi societari quando mi allenavo o scendevo in campo. Abbiamo avuto difficoltà sulle fasce nel primo tempo. Dobbiamo migliorare la qualità, specie nel controllo. Oggi abbiamo fatto passi in avanti e questo è quello che conta. E’ difficile giocare a San Siro, lo so bene, ma allo stesso tempo deve essere emozionante. Dobbiamo continuare sulla strada intrapresa oggi. Non abbiamo avuto la fragilità delle ultime settimane. Abbiamo creato, sbagliando, ma ho visto una crescita. Non possiamo pensare che in questo momento i tifosi ci possano dare una mano. La squadra deve far ritrovare entusiasmo ai tifosi. Honda stava giocando bene, se è stato il primo cambio è perché avevo bisogno di fare dei cambiamenti tattici.” Alessandro Andrelli
