Il circolo Possibile di Frosinone promuove l’’appuntamento per sabato 30 aprile 2016 alle 17:00 presso la biblioteca comunale di Alatri.
Sabato 30 aprile i comitati di Possibile di Frosinone, in collaborazione con il Gazzettino Ciociaro, hanno organizzato la presentazione del libro “Omofobia, bullismo e linguaggio giovanile” di Dario Accolla, presso la biblioteca comunale di Alatri alle ore 17:00. Relatori Fiorenza Taricone – Docente UNICAS e Consigliera di Parità per la Provincia di Frosinone e Chiara Camperi – Psicologa e Psicoterapeuta.
Un evento che si inserisce tra le numerose attività che la formazione politica di Pippo Civati sta organizzando in giro per il territorio della provincia di Frosinone. “Possibile ha scelto sin dalla sua nascita di connotarsi come una formazione politica che fa dei diritti, del contrasto alle discriminazioni e della lotta alle disuguaglianze i suoi tratti distintivi” afferma Gianmarco Capogna, membro di Possibile e ideatore dell’evento “omofobia e bullismo sono oramai piaghe dilaganti nella nostra società che colpiscono in particolare i più giovani, spesso incapaci di difendersi adeguatamente. Abbiamo appreso con soddisfazione che la Regione Lazio sia stata la prima in Italia a varare una normativa di contrasto ai fenomeni di bullismo e vigileremo che siano trattate tutte le tipologie discriminate compresa quella ai danni delle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender)”.
Il libro si occupa di omofobia, bullismo e linguaggio giovanile, tre concetti che sembrano essere apparentemente distanti e che invece descrivono molto drammaticamente tre aspetti del nostro Paese. Secondo Dario Accolla, autore del libro, insegnante, blogger e attivista per i diritti civili: “L’omofobia trova una sua realizzazione nel bullismo e una sua giustificazione nel silenzio degli adulti. La vittima si sente doppiamente sola. Dal mondo dei suoi pari, riceve disprezzo e irrisione. Dal mondo degli adulti, soprattutto a scuola, tra gli insegnanti, apprende di essere completamente solo. Il linguaggio è il primo strumento di veicolo delle discriminazioni. Le parole possono ferire, soprattutto se pronunciate da personaggi pubblici, che sono modelli per i giovani”. In questo contesto il ruolo e la responsabilità della scuola, e degli educatori, diventa centrale secondo l’autore: “Una scuola che non vigila, permette tali violenze. È complice. Tradisce il suo mandato di agenzia educativa. Occorre un uso del linguaggio meno cattivo, meno irrispettoso della vita degli altri”.
Con questa iniziativa Possibile conferma la volontà di porre al centro del dibattito pubblico anche la riflessione sui temi dei diritti civili e del contrasto alle discriminazioni che troppo spesso restano all’angolo. Alla presentazione sono invitati a partecipare anche Dirigenti Scolastici, insegnanti e studenti.
