Anagni – Lettera aperta, la Resistenza e la Liberazione secondo Sergio

Anna Ammanniti
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Lettera di Sergio (nome di fantasia) uomo tendenzialmente di sinistra ma con ideali a parte, ci racconta la Resistenza e la Liberazione secondo il suo punto di vista.

“Il mio discorso fa un passo indietro rispetto al periodo della Resistenza. Personalmente credo che Mussolini ed il fascismo siano più a sinistra come ideali. L’unico errore per cui condanno il duce è l’alleanza con i nazisti. Ma fu costretto perché troppo debole per affrontarlo e resistere alla Germania nazista. Quindi tra i due mali scelse quello minore, limitare i danni all’Italia, altrimenti avrebbe fatto la fine di Stalingrado. Leggendo attentamente il programma di Mussolini ci si può accorgere che tutto veniva fatto per il popolo, che era al centro di tutto, era la potenza dello stato. L’unione di un popolo è la forza di uno stato. Rendere il popolo felice portandolo al progresso è quello che ogni stato dovrebbe fare. La politica di sviluppo, innovazione e bene per il popolo, avanzata da Mussolini, erano ideali di sinistra. Chi governava non era propenso a lucrare sulle sorti del popolo, ma distribuiva il bene comune equamente. Le migliori infrastrutture furono realizzate con il duce e tutt’oggi sono efficienti. Per la realizzazione vennero impiegati pochissimi anni, se non mesi; mentre per l’adeguamento attuale si impiegano anni e miliardi di euro. In sintesi oggi dovremmo festeggiare la liberazione dal nazismo e la fine di un governo, quello fascista che per il popolo si è speso e reso disponibile. A noi, popolo italiano, la liberazione da parte degli alleati ci ha lasciato il dono della corruzione, le alleanze del “ io ti aiuto e tu mi fai fare quello che voglio nel tuo paese”. Prima di allora in Italia non c’era corruzione, se si verificava veniva duramente punita. Abbiamo imparato a non fare niente per niente, si sono persi i valori e l’identità. La liberazione dovrebbero festeggiarla gli ebrei perseguitati e non noi. Gli stessi ebrei che oggi non hanno partecipato al corteo a Milano perché erano presenti delegazioni palestinesi.  Noi non dovevamo liberarci di niente, voglio ricordare che i tedeschi non ci hanno invaso, gli abbiamo fatti entrare noi, eravamo alleati. Se io sono tuo amico vengo a casa tua e tu viceversa. Hanno fatto più morti e traumatizzati mentali gli americani con i loro bombardamenti e i marocchini con i loro stupri”. Anna Ammanniti
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