Alatri – Pavia all’attacco: “Altre spese per professionisti”

Andrea Tagliaferri
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Il duro attacco del candidato in ticket con Ida Minnocci alla gestione degli incarichi da parte del Sindaco.

    enrico paviaLa campagna elettorale non evita alcun tema e l’assalto al “Palazzo” continua incessante con il fuoco incrociato dei vari contendenti da cui il Sindaco uscente cerca di difendersi. Questa volta è Enrico Pavia, candidato oggi appoggiato anche da Programma Alatri, che passa ad accusare il Primo Cittadino e la sua maggioranza di esagerare con le spese per incarichi a professionisti. “E’ di pochi giorni addietro – dichiara l’avvocato- la notizia che con deliberazione di Giunta comunale è stato affidato l’incarico di difendere il comune dinanzi al Tribunale di Frosinone a due legali con un impegno di spesa di € 17.000 (€ 8500 a testa). Si tratta di una citazione in giudizio che l’ex Istituto S. Francesco ora in liquidazione ha inviato al comune di Alatri con la quale chiede il pagamento delle fatture arretrate relative all’assistenza prestata in favore di persone disagiate che ammonterebbero a circa € 787.000. Per legge il Comune deve corrispondere il 50% della retta per il mantenimento di queste persone (l’altro 50% è a carico della ASL). La Giunta comunale di Alatri– continua Pavia- ha pensato bene di coglier l’occasione per gratificare i due rispettabili professionisti, da sempre vicini alle loro posizioni politiche, della difesa congiunta dell’ente comunale. Si tratta di due avvocati civilisti, entrambi di alto livello professionale, tuttavia, proprio per questo, che necessità vi era di affidare a due avvocati di pari capacità e dotati della medesima competenza la medesima causa?  Perché sobbarcare l’amministrazione di un doppio esborso? Come diceva un noto politico a pensar male si commette peccato ma spesso ci s’indovina. Ricordo a me stesso che nelle cause civili è possibile affidarsi anche a più di un avvocato, ma che per le amministrazioni locali vige il principio dell’obbligo di gestione oculata delle risorse pubbliche che consentono di derogare ai criteri di economicità solo in presenza di comprovati motivi, di cui non v’è traccia nella delibera”.   A.T.
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