Frosinone – Internato piantonato in ospedale da 50 giorni, la Fns Cisl: condizione inaccettabile

Irene Mizzoni
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Fns Cisl Lazio denuncia: “Ospedale Psichiatrici Giudiziari chiusi ma gli internati della REMS sono piantonati in strutture esterne ospedaliera dalla Polizia Penitenziaria. A Frosinone 50 giorni che si piantona un internato”. Lo ha detto il segretario generale aggiunto, Massimo Costantino attraverso una interessante nota.

“Se è vero che vi è stato il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari ( O.P.G.) e le persone, meglio dire gli internati, sono stati trasferiti nelle Residenze di Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) e quindi non più in carico all’Amministrazione Penitenziaria – spiega Costantino – è vero che l’Accordo della Conferenza Unificata (26 febbraio 2015) Superamento OPG e cd Regolamento REMS prevede ancora alcune competenze su tali internati da parte dell’Amministrazione Penitenziaria. Competenze dell’Amministrazione che risultano essere “le traduzioni per motivi di giustizia di soggetti ricoverati nelle REMS ed i piantonamenti in caso di ricovero presso strutture ospedaliere del SSN esterne alle REMS se disposto dalle autorità giudiziarie, trattandosi di persone sottoposte a misura di sicurezza”. Infatti risulta ad oggi che un internato proveniente dalla Rems del Frusinate è piantonato dal personale del Carcere di Cassino, su disposizione del Magistrato di Sorveglianza. Piantonamento che sta creando non pochi problemi, infatti, le poche unità in carico c/o il NTP dell’Istituto di Cassino devono farsi carico, oltre di altri due piantonamenti in sede, anche di un internato proveniente dalla REMS. Peggio ancora quanto sta accadendo invece nel carcere di Frosinone dove un internato risulta piantonato in ospedale da 50 giorni. La Fns Cisl Lazio ha pertanto chiesto agli Uffici Preposti interventi utili al fine di apportare modifiche all’Accordo della Conferenza Unificata (26 febbraio 2015) Superamento OPG e cd Regolamento REMS, poiché ciò sta creando molte criticità negli istituti – conclude Costantino – dove nota è la carenza di personale ma allo stesso tempo si affida al personale competenze e responsabilità non proprie essendo gli stessi internati non più in carico all’A.P.”.
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