Cassino – Comunali, affondo di D’Alessandro sull’edilizia scolastica

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“Mentre il sindaco Petrarcone se ne va in giro a fare proclami sulla buona scuola e sulle migliorìe apportate all’edilizia scolastica della città martire io voglio dire ai miei concittadini come stanno realmente le cose». Lo ha dichiarato con piglio deciso Carlo Maria D’Alessandro, il candidato sindaco scelto dalla coalizione di centrodestra per le prossime amministrative di giugno.

  «Non dimentichiamo che i finanziamenti utilizzati per mettere in sicurezza e ammodernare i plessi scolastici saranno stati anche un buon risultato, ma anche una cosa dovuta e un impegno normale per un’amministrazione comunale che si rispetti. Gli interventi in alcune strutture sono stati realizzati grazie al supporto economico e fattivo di privati. Mentre in alcune scuole i cambiamenti sono stati possibili solo grazie alla presenza e al lavoro continuo e costante dei genitori e del personale docente e non solo si riesce a creare degli ambienti idonei e più accoglienti per i nostri ragazzi. Sono un padre e ho tre figli che vanno a scuola, so di che cosa parlo. In relazione al procedimento per l’affidamento del contratto per l’esecuzione dei lavori di “Completamento e interventi di messa in sicurezza, miglioramento antisismico, messa a norma e adeguamento impianti, superamento barriere architettoniche ed efficientamento energetico della scuola Di Biasio” ci sia stato qualcosa di poco chiaro. Una società interessata alla gara di affidamento lavori che si è tenuta il 16 novembre scorso, ha evidenziato come almeno uno dei componenti della Commissione giudicatrice sembrerebbe aver già svolto nell’ambito del procedimento, funzioni di progettista, coordinatore della sicurezza in fase di progettazione nonché attività di supporto al Rup, oltre ad essere stato incaricato della direzione dei lavori. Questo sembrerebbe costituire una vera e propria violazione del principio di terzietà dei componenti della Commissione giudicatrice. Ma oltre a questo aspetto sembrerebbero esserci state irregolarità anche nei criteri utilizzati nell’assegnazione del punteggio e sull’attribuzione del valore del prezzo, che avrebbe dovuto essere calcolato in percentuale. Se così dovesse essere allora altro che “Buona Scuola”. Altro che grandi risultati. La superficialità sembra regnare incontrastata nel palazzo di piazza De Gasperi e questo malcostume lo paghiamo noi cittadini, noi genitori e i nostri figli – ha tuonato D’Alessandro – Il Tar ha deciso che i lavori sarebbero dovuti riprendere e così è stato. Ma un amministratore che si rispetti avrebbe dovuto tener conto di queste problematiche…”. V.V.
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