Nel calcio la differenza la fa sempre l’aspetto mentale.
E’ da lì che partono gli impulsi per il resto del corpo, è da lì che può nascere tutto. Ieri pomeriggio il Frosinone si è giocato la sua onesta partita per circa 40 minuti, poi si è sciolto così come accadeva qualche tempo fa. Una prestazione assolutamente mediocre, contro un Genoa organizzato e fortunato, visto che ogni volta che toccava il pallone Suso, creava qualcosa di importante. Eppure come dicevamo, il Frosinone ha retto i primi minuti. Il 4-3-3, che in realtà era un 4-5-1 è sembrato prima statico in fase di attesa, ma assolutamente propositivo in fase di contropiede; basti pensare ai contropiedi di Kragl e Dionisi nella prima frazione. Poi nella ripresa l’incantesimo si è rotto, e si è tornati a subire come a Dicembre e Gennaio. Che sia stato sbagliato l’atteggiamento di un secondo tempo che poteva ancora regalare qualche spiraglio di luce? Chissà. Sabato arriva l’Inter al Matusa, occasione difficile ma il cuore Toro di ieri sera ha dimostrato che mai come in questo momento i nerazzurri sono in difficoltà. Ci si deve provare, ora o mai più.. Nunzio Danilo Ferraioli
