Dopo le accuse del Deputato Frusone del Movimento 5 stelle, sull’affare Acqua pubblica, ai diversi esponenti della politica locale, provinciale e comunale, arriva una dura e circostanziata risposta del Deputato Iannarilli, sia come candidato Sindaco alle prossime comunali, sia come ex presidente della Provincia e, quindi, direttamente coinvolto nella storia Acea.

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Il parlamentare Frusone– esordisce Antonello Iannarilli-
non sa o non ricorda che il 24.12.2015 è stato approvato, con il n. 221, il collegato ambientale alla legge di Stabilità 2016. L’art. 61 di tale collegato ‘Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di greeny economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali’, tra le altre cose recita che l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, sulla base dei principi e dei criteri individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, emani, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previa intesa in sede di Conferenza unificata direttive per il contenimento della morosità degli utenti del servizio idrico integrato, assicurando che sia salvaguardata, tenuto conto dell’equilibrio economico e finanziario dei gestori, la copertura dei costi efficienti di esercizio e investimento e garantendo il quantitativo minimo vitale di acqua necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali di fornitura per gli utenti morosi. L’Autorità definisce anche le procedure per la gestione della morosità e per la sospensione della fornitura, assicurando la copertura tariffaria dei relativi costi. A questo punto – prosegue il deputato azzurro
– è d’obbligo qualche riflessione: innanzitutto quanto sopra conferma ciò che ho sempre sostenuto, cioè che non si può staccare l’acqua ai cittadini – utenti e che i sindaci potevano essere più duri e risoluti nei confronti dell’Acea ma, di fatto, in nessuna assemblea hanno mai votato per frenarne lo strapotere. Anzi hanno fatto scadere i termini che l AEGGSI aveva fissato con la delibera n- 51 del 18.02.2016 per fare osservazioni alla proposta di riconoscere ad ACEA, per le perdite conseguenti alla morosità, il 6,5% del fatturato e, cioè, milioni e milioni di euro. Nessun sindaco, nè il Presidente della provincia hanno ritenuto di dover convocare l’Assemblea nei 30 gg, come recita la delibera, e contestare tale dato. La cosa più interessante, però, è che il deputato Frusone nel dicembre 2015 in Parlamento si è addirittura astenuto dalla votazione, evidentemente non interessato a questo grave problema che continua ad affliggere i cittadini. […] gli unici a prendere una posizione forte, e con fatti concreti, contro Acea, siamo stati io ed Alessia Savo, e che ora gli altri, in vista delle elezioni, cercano di fare tutto il rumore possibile per racimolare voti, e non certo per colpire la Società”.
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Dal canto mio garantisco– conclude Iannarilli-
che, se eletto, non permetterò mai ad Acea di staccare un solo contatore nel territorio comunale, e continuerò a chiedere il rispetto del contratto e delle tariffe previste, contestando sia i conguagli 2006 – 2011 che quelli 2011 – 2015, non dovuti alla società, predisponendo un apposito ufficio dove i cittadini di Alatri potranno recarsi per le relative informazioni e pratiche”.
A.T.