Cassino – Beni confiscati nel degrado

catcst
3 MIn Lettura
Chi è senza un tetto e chi, lascia cadere a pezzi, beni confiscati e quindi dello Stato. Nel giorno della Giornata Nazionale contro le Mafie,  vogliamo raccontarvi come finisce il patrimonio tolto, secondo Legge, alla malavita.

Siamo a Sant’Elia Fiumerapido, cittadina alla porte di Cassino dove, in due zone decentrate, sono state realizzate da famiglie camorristiche della Campania, due sfarzose dimore. Entrambe sono oramai definitivamente confiscate e quindi passate allo Stato. Entrambe potrebbero ospitare nuclei disagiati oppure centri rifugio per persone maltrattate e per il recupero degli adolescenti difficili. Entrambe sono lì, da tempo infinito, senza che nessuno decida cosa farne. Nel primo caso, parliamo di una villa situata nella frazione Olvella, appartenuta al clan Licciardi, dove basterebbe installare delle finestre e delle porte, effettuare dei lavori di manutenzione, per poter Beni-confiscati_2ottenere un’ abitazione da sogno. Dislocata sul piano terra è infatti circondata da un parco verdeggiante. A testimoniare l’originaria appartenenza sono tre immense statue posizionate due davanti il faraonico ingresso ed una lungo un vialetto nel giardino. Quest’ultima, come tradizione vuole, rappresenta il Santo di Pietrelcina. È cosa nota la religiosità che in ogni dove accompagna i boss in fuga o eventuali affiliati. La seconda struttura, completamente risistemata dal Comune, apparteneva un tempo al clan dei Giuliano di Forcella. E proprio in un bunker sotterraneo venne scovato l’allora latitante e boss indiscusso dei quartieri spagnoli, Carmine Giuliano detto ‘O Lione. Giuliano dopo quell’arresto rocambolesco ha trascorso diversi anni in carcere. Nel 2000 torna a Cassino, agli arresti domiciliari in una nota clinica privata del centro, riesce a fuggire. Per quattro Beni-confiscati_3giorni il centro e il sud italia vennero passati al setaccio dalle forze dell’ordine. Il potente boss, poi morto a seguito di una grave malattia qualche anno dopo, venne bloccato a Napoli e condotto in carcere. La villa che lo ha nascosto per mesi a Sant’Elia Fiumerapido, dopo i  lavori di rifacimento costati milioni di euro, è chiusa. Non è ancora dato sapere quali siano le intenzioni dell’Ente Municipale. Nel corso di un convegno che si è svolto la scorsa settimana e intitolato ‘economia inquinata’, il procuratore capo di Cassino, Luciano D’Emmanuele ha puntato il dito contro quegli Enti che pur avendo le disponibilità lasciano cadere a pezzi beni che potrebbero essere messi a disposizione della collettività. Come vengono utilizzati i fondi stanziati dal Governo? Chi ha il dovere di controllare i vari iter? Chi verifica che il danaro servito per un’ipotetica ristrutturazione sia stato utilizzato secondo legge? Angela Nicoletti
Condividi questo articolo
Nessun commento